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Le opzioni di Niel senza voto, Telecom va giù

Milano – Il faro della Consob su Xavier Niel ha fatto sgonfiare la speculazione che nelle ultime sedute aveva spinto al rialzo Telecom Italia. I titoli del gruppo telefonico ieri hanno perso il 3,7% dopo che l’imprenditore francese ha spiegato in un comunicato i dettagli della sua partecipazione. Si è saputo quindi che al momento Niel non ha in mano nemmeno un azione e che le opzioni call di cui dispone sono di tipo «europeo» e quindi esercitabili solo a scadenza, la prima delle quali è prevista per giugno 2016, dopo cioè l’assemblea che avrà proceduto al rinnovo del consiglio di Telecom.
Nella nota chiesta dalla Consob e diffusa ieri prima dell’apertura della Borsa, Niel ha chiarito innanzitutto di non aver agito di concerto con Vivendi o altri soci di Telecom e di non disporre al momento nè di azioni nè di diritti di voto, bensì di avere una posizione «lunga» sul 15,14% del capitale costituita da opzioni cosiddette «call spreads» per il 7,26% del capitale. Inoltre, ha spiegato sempre Niel, le opzioni sul 10% possono essere regolate sia in azioni sia in contanti mentre per il restante 5% il regolamento è previsto esclusivamente per cassa. Dunque, sulla carta, fino a giugno dell’anno prossimo non dovrebbe succedere nulla. Vivendi al momento resta sempre il primo azionista di Telecom con il 20%, ma non si può escludere che nel frattempo Niel possa arrotondare la posizione acquistando direttamente azioni. Resta comunque aperto l’interrogativo sul perché, dopo Vivendi, un altro gruppo francese abbia deciso di puntare su Telecom. «Il tema dell’italianità non è sul tavolo, l’unico tema sul tavolo è se un investimento è strategico per lo sviluppo di un settore che per troppi anni è stato depresso». ha commentato il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei. «Per noi — ha aggiunto — ogni investimento che avviene in Italia è benvenuto, perché l’interesse industriale prevale sull’interesse di governance, certo con le dovute tutele». Ieri il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, ha escluso che il governa voglia convocare Niel, dopo l’incontro con la Consob. «Ognuno ha le sue prerogative» ha detto Giacomelli, aggiungendo che lo stesso vale per l’esercizio della «golden rule» che è «una prerogativa di Palazzo Chigi».
Oggi il consiglio di Telecom sarà informato dal presidente, Giuseppe Recchi sul contenuto del colloquio avuto a Parigi la scorsa settimana con il nuovo azionista. Il board si riunisce per approvare la trimestrale, che nonostante la brusca frenata del Brasile dovrebbe evidenziare un’andamento migliore delle attese, in particolare sul mobile e sui margini.
Al consiglio verrà anche sottoposta un’analisi realizzata da EY sulle regole di accesso alla rete, per valutare possibili miglioramenti e mettere fine ai contenziosi, con i concorrenti e le Authority, secondo la linea della «pax regolatoria» che sta perseguendo il gruppo. Telecom ha già fatto in passato degli importanti passi avanti con «Open access», una struttura creata appositamente per gestire in trasparenza tutte le attività legate all’infrastruttura di accesso. Adesso potrebbe fare un ulteriore passo per rendere ancora più trasparente e neutrale la propria rete nei confronti dei concorrenti. L’analisi di EY conterrebbe anche possibili soluzioni, che saranno vagliate oggi dal consiglio.

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