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Le nuove regole anticrac? Banche centrali in ordine sparso

Banche centrali di tutto il mondo, unitevi. O meglio, collaborate insieme. Non è un invito, ma un’ipotesi che per molte banche private è attendibile. Eppure, può essere sbagliato — eccessivamente ottimistico — fare affidamento su una forte cooperazione tra le Authority finanziarie: è questa la spia rossa accesa ieri dalla più grande banca centrale del mondo, l’americana Federal Reserve, secondo quanto ha scritto il «Financial Times». La Fed avrebbe messo in guardia gli istituti di credito del Paese: nel caso di una nuova Lehman Brothers — vale a dire un nuovo crac finanziario dai risvolti globali — le autorità potrebbero non collaborare tra un Paese e l’altro, nello specifico tra Gran Bretagna e Stati Uniti. E’ quindi necessario che le grandi banche, nello stilare entro l’estate i nuovi «testamenti biologici», non partano dall’idea che le autorità cooperino, come assunto nelle versioni «vecchie» dei testamenti.
Ma che cosa sono i «testamenti biologici» in finanza? Tutte le banche «troppo grandi per fallire» devono comunicare le proprie disposizioni in caso di liquidazione per evitare nuovi costosi salvataggi pubblici. Devono insomma varare una sorta pro-memoria sulle modalità per realizzare un default ordinato, che eviti nuove catastrofe finanziarie. E proprio l’insufficiente coordinamento fra le varie aree, soprattutto sui piani di risoluzione, sarebbe stato uno dei temi al centro della riunione delle autorità finanziari a Davos.
Sempre in Svizzera, ma a Zurigo, ieri si è riunito il Financial Stability Board. Tra i vari temi sul tavolo: il nodo della risoluzione dei più importanti problemi bancari. E si è parlato anche di Mps. E’ un caso isolato, non un problema globale: così ha detto Mark Carney, presidente del Financial Stability Board. Che — creato per coordinare il lavoro delle Authority finanziarie nazionali — è ieri diventato un’associazione nell’ambito della legge svizzera. A proposito di banche ed economia, «i mercati finanziari sono migliorati negli ultimi mesi ed è stato realizzato un importante progresso nel processo di rafforzamento della base patrimoniale della banche — si legge in una nota del Fsb —. Tuttavia i rischi di medio termine rimangono, data le deboli prospettive di crescita, e gli alti livelli di debito pubblico e privato in molte economie». E al G20 di aprile il Fsb presenterà un «rapporto sui progressi nell’attuazione delle riforme dei derivati over-the-counter» e «tutte le giurisdizioni devono completare le necessarie modifiche legislative e regolatorie per mettere queste riforma in atto».
Il prossimo appuntamento? Oggi e domani alla Federal Reserve, che riunisce i vertici per confermare — a quanto sembra — le politiche di «quantitative easing»: tassi vicini allo zero e acquisti di titoli. Ma dentro alla Fed cresce — anche se ancora in minoranza — la fronda di chi è convinto che il «QE» debba finire presto.

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