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Le nuove regole anti Covid. Speranza: battaglia non vinta

Roberto Speranza legge nei numeri raddoppiati dei contagi «la conferma che la battaglia non è vinta» e che la linea della cautela è quella giusta: «Non possiamo coltivare l’illusione che se Francia, Germania e Spagna assistono a una recrudescenza del virus, noi siamo tranquilli e non abbiamo problemi. Non è così, come dimostrano i 97 contagi di Mantova il Covid circola e dobbiamo stare attenti». Questo l’appello alla cautela che il ministro della Salute, dopo aver risposto ieri al question time alla Camera, lancerà oggi al Senato, dove annuncerà che le regole base non cambiano.

Mascherina, distanziamento di un metro e lavaggio delle mani restano le «tre regole fondamentali per non vanificare i sacrifici di questi mesi». Gli aerei continueranno a viaggiare a pieno carico, grazie al particolare filtraggio dell’aria. Ma scoppia il caso Ryanair, accusata di violare sistematicamente le disposizioni sanitarie italiane. L’Enac è pronto a sospendere l’operatività della compagnia, che però smentisce violazioni: «Noi siamo corretti, applichiamo scrupolosamente tutte le misure richieste dall’Europa».

Il 4 settembre il premier Conte illustrerà al Senato il nuovo Dpcm al quale il governo sta lavorando. Nei treni potranno essere occupati solo la metà dei posti. Le crociere e le fiere ripartiranno, pur con tutte le cautele necessarie a garantire la sicurezza di visitatori e viaggiatori. Mentre gli scienziati frenano sulla riapertura delle discoteche e sul pubblico negli stadi già da settembre.

I numeri della pandemia fanno paura, eppure è molto difficile che si verifichi un nuovo lockdown nazionale. Come ha spiegato alla Camera il costituzionalista dem Stefano Ceccanti, il decreto in vigore fino al 15 ottobre non consente un’altra chiusura totale e, ove mai fosse necessario, «sarebbe indispensabile il varo di un nuovo decreto».

Un passaggio importante in vista della stesura del Dpcm è stato la videoconferenza fiume tra il Cts e la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, servita a chiarire come e perché sia scoppiato il caos sui treni dell’alta velocità. Per De Micheli, le linee guida non consentivano alle compagnie ferroviarie di riempire i vagoni al cento per cento e dunque Trenitalia e Italo «hanno sbagliato la comunicazione».

L’ordinanza con cui Speranza ha imposto che anche le carrozze del trasporto pubblico locale viaggino con la metà dei posti liberi fa litigare Regioni e governo e il ministro della Salute apre al confronto, «essenziale per vincere questa sfida». Ma il ministro Francesco Boccia avverte i governatori in vista della Conferenza Stato-Regioni di oggi: «Se qualcuno sbaglia, la responsabilità dei contagi ricade su chi ha modificato le regole». Palazzo Chigi intanto si oppone alla desecretazione degli atti del Cts sul Covid. «È grave, cosa c’è che non dobbiamo sapere?», denuncia Carlo Cottarelli. Il Copasir ha richiesto i documenti alla presidenza del Consiglio e la senatrice di Forza Italia, Laura Stabile, ha inviato a Conte una interrogazione urgente: «Spieghi perché i verbali sono stati secretati».

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