Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le nuove imprese trovano alleati

di Duilio Lui  

Fare di necessità virtù. Le statistiche rivelano che la crisi economica e occupazionale sta spingendo un numero crescente di giovani a mettersi in proprio, superando così le resistenze del fare impresa. Prospettiva affascinante, ma spesso difficile da realizzare per mancanza di fondi. Esistono però alcune opportunità cui gli aspiranti imprenditori possono ricorrere. Come gli incubatori universitari, i bandi regionali, ma anche i Business angels e i Venture capitalist. Senza dimenticare il sempreverde franchising.

Creare un'impresa con l'aiuto delle banche. Gli istituti di credito propongono finanziamenti per supportare le necessità iniziali dei neoimprenditori. Tra le altre, Banca Sella ha ideato la Linea Finanziamenti Aziende Start Up per imprese produttive, commerciali o erogatrici di servizi costituite da non oltre 18 mesi dal momento della richiesta. L'offerta si suddivide in quattro linee di finanziamento: liquidità aziendale e/o garanzia di impegni da assumere nei confronti di terzi, con affidamento in conto corrente, o credito di firma per un importo massimo di 25 mila euro; investimenti da realizzare in beni materiali e/o immateriali, con forma tecnica di mutuo per importi massimi di 50 mila euro elevabili a 75 mila in presenza di garanzie confidi o fondo di garanzia mediocredito centrale; finanziamento scorte, con mutuo chirografario (non garantito da ipoteca), per un importo massimo di 25 mila euro; infine, locazione di autoveicoli, beni strumentali, attrezzature e immobili in forma di leasing. Banca Marche ha ideato, invece, Easy Start Up, un prestito d'onore, della durata massima di 84 mesi e non assistito da garanzie di alcun tipo che prevede servizi gratuiti di assistenza e tutoraggio individuale per i primi dieci mesi di attività. L'importo massimo finanziabile è di 20 mila euro in caso di ditta individuale o lavoratore autonomo e di 40 mila euro in caso di società di persone. Unicredit ha creato il pacchetto Nuove Imprese-Start Up dedicato a coloro che intendono realizzare un'attività imprenditoriale o svilupparne una avviata da meno di 21 mesi. Il servizio richiede l'iscrizione alla Cciaa da non più di 21 mesi, regolarità nel pagamento dei diritti camerali e assenza di elementi pregiudizievoli.

La Confederazione nazionale artigianato piccole e medie imprese ha siglato con Banca di credito cooperativo di Pontassieve una convenzione per agevolare la nascita di nuove imprese under 40 e sostenere quelle già costituite attraverso un'offerta globale che prevede prodotti finanziari ad hoc e servizi specifici per affrontare la fase di start up e di consolidamento aziendale.

La convenzione si articola su due distinti ambiti operativi. Il primo, rivolto ai giovani dai 18 ai 40 anni che intendono avviare un'attività di impresa, prevede la possibilità di avvalersi della consulenza e dei servizi di Cna per approntare uno studio di fattibilità in fase di Start-Up. Bcc Pontassieve interviene in questa fase con il prodotto «Finanzia la ricerca e lo sviluppo», concedendo finanziamenti fino a 5 mila euro. Il secondo livello è pensato per i giovani titolari di impresa che cercano risposte ai bisogni legati alla propria attività. In virtù della convenzione la banca interviene con un aiuto specifico in tre ambiti: finanziario, marketing e pianificazione commerciale, sviluppo di nuovi canali distributivi.

Gli angeli custodi delle start up. Chi invece si trova nella fase di start-up e necessita di capitali limitati, può rivolgersi ai business angel. Ossia investitori privati benestanti, come imprenditori, dirigenti o consulenti aziendali, interessati a favorire l'avvio di nuove attività imprenditoriali, attraverso la concessione di capitali in genere compresi tra 50 mila e 500 mila euro. I business angel selezionano le società nelle quali investire in base al business plan e non richiedono garanzie, quindi sono più facilmente accessibili rispetto ad altre opzioni. L'apporto di questa figura al business è duplice: da un lato, finanziario, tramite il conferimento di capitale proprio in cambio del quale diventa azionista della nuova azienda; dall'altro manageriale, tramite la condivisione della sua esperienza di imprenditore e della sua rete di contatti. Uno dei punti forti del ricorso a questo tipo di finanziamento è la creazione di una buona reputazione per la start-up, in quanto si presume che il business angel, sulla base della sua esperienza imprenditoriale e della sua conoscenza specifica del business, abbia giudicato interessante il progetto. Dopo il suo intervento risulta pertanto più facile ottenere credito dagli istituti finanziari, che percepiscono il rischio inferiore. L'investimento del business angel è temporaneo, in quanto il suo scopo è quello di uscire dalla nuova azienda dopo 3-5 anni e monetizzare una significativa plusvalenza. Esistono delle associazioni chiamate Ban (Business angels network) che riuniscono i business angel e favoriscono il loro incontro con gli imprenditori. Il network di riferimento in Italia è Iban, che ad oggi conta circa 350 investitori informali che investono in media una cifra che si aggira attorno ai 200 mila euro nei progetti ritenuti interessanti.

Altre opportunità: il Venture capitalist. Tra le altre possibilità di veder finanziata la propria impresa ci sono i Venture capitalist che investono nelle fasi iniziali del ciclo di vita di un'azienda. Si tratta, quindi, di investitori che mirano a ottenere un ritorno economico nel medio-lungo periodo. Queste figure assumono generalmente partecipazioni di minoranza, raccogliendo le risorse necessarie dal pubblico, da investitori istituzionali o da altre imprese, per poi rivenderle a un prezzo maggiorato. A fronte delle risorse messe a disposizione, il venture capitalist si adopera per offrire un importante supporto manageriale ai neo-imprenditori. Generalmente il suo apporto si rivela importante anche nell'instaurazione di relazioni proficue con clienti, fornitori e altri operatori del settore. Speculare è l'apporto offerto dai corporate venture capitalist, grandi gruppi industriali interessati a investire nelle start up ad alto contenuto tecnologico, con l'obiettivo di ottenere un capital gain dall'investimento e benefici tecnologici dalle innovazioni introdotte dalla start up.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’Europa è pronta a smembrare i colossi del Web che non rispetteranno le nuove regole sul digital...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessuna autorizzazione preventiva, o per meglio dire nessuna esenzione in bianco per salire oltre il...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Invenzioni, brevetti, e altre opere dell’ingegno sono sempre più un pilastro dell’economia mode...

Oggi sulla stampa