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Le nuove entrate doppiano i tagli

di Giovanni Galli 

Giro di vite alle spese dei ministeri e degli enti locali; innalzamento dell'età pensionabile delle donne; aumento dal 20 al 21% dell'Iva; taglio delle agevolazioni fiscali; inasprimento della lotta all'evasione fiscale compreso il carcere per chi evade oltre 3 milioni di euro purché l'ammontare dell'imposta evasa superi il 30% del volume d'affari; contributo di solidarietà del 3% per i super ricchi; licenziamenti più facili. Sono queste le principali misure della manovra di Ferragosto, da 53,3 miliardi di euro nel 2013 (anno dell'annunciato pareggio di bilancio), il decreto legge n. 138 del 2011, convertito ieri in legge dalla Camera dei deputati e che già nella serata di domani dovrebbe approdare sulla Gazzetta Ufficiale.

Dal punto di vista dell'impatto delle nuove misure, nel triennio circa 36 miliardi arrivano da nuove entrate e 18 miliardi da tagli di spesa (tra ministeri, enti locali, agevolazioni fiscali e innalzamento dell'età pensionabile delle donne).

Su alcune misure è stata invece impressa una marcia indietro. Tra queste, il taglio delle indennità parlamentari, che è stato ridimensionato. La Camera, comunque, e lo stesso si avvia a fare il Senato, adotterà entro la fine di settembre i tagli alle indennità dei parlamentari introdotti dalla manovra economica. Martedì prossimo i questori dei due rami del parlamento si incontreranno per definire i dettagli tecnici. L'iter è stato messo a punto ieri mattina nell'ufficio di presidenza di Montecitorio, che si è riunito per deliberare sull'applicazione dell'articolo 13 del decreto legge 138. Tra le altre misure della manovra di Ferragosto, per un certo momento previste e poi soppresse o ammorbidite, spicca la mancata cancellazione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, per il quale viene fissata una nuova scadenza a febbraio prossimo. Non verranno inoltre soppressi gli enti non economici con meno di 70 dipendenti. Saltata anche la liberalizzazione degli orari dei negozi (resta per le città d'arte e le località turistiche) mentre limiti vengono posti alla liberalizzazione delle farmacie e dei taxi.

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