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Le multinazionali dovranno spiegare discrepanze fiscali

Con il country by country report (Cbcr) gli stati potranno capire se le multinazionali hanno evaso le tasse nazionali oppure no. Nel testo del Cbcr, pubblicato il 21 giugno 2017, la Commissione Ue ha apportato delle modifiche al testo originale, tra cui proprio una relativa alle informazioni che le multinazionali saranno costrette a fornire. Le corporate, in caso di discrepanze fiscali, dovranno dare spiegazioni allo stato competente nel caso in cui le tasse «maturate» e quelle pagate non corrispondessero. Questo sarà realizzato grazie alla possibilità di confrontare l’andamento fiscale, della corporate, negli anni. Oltre a ciò le multinazionali dovranno comunicare tutti i dati finanziari necessari nel paese dove sono localizzate, e nel caso in cui all’interno dell’Ue ci fossero solo le società figlie, queste dovranno avere a disposizione anche i dati relativi alla società madre. Le informazioni da inserire nel report nazionale, oltre al mero valore numerico, dovranno essere corredate da una breve discussione dell’attività in questione. Proprio su questo punto è stata inserita una clausola secondo cui le corporate possono evitare di comunicare i dati finanziari se questi risultano essere «commercialmente sensibili» (si veda ItaliaOggi del 14/06/2017). Nel testo si precisa inoltre che per alcuni stati ritenuti «sensibili» (gli stati della black list fiscale) i controlli saranno maggiori. Le multinazionali dovranno, dunque, dettagliare maggiormente i dati se sono localizzati in queste regioni fiscali. Saranno, infine gli stati membri i responsabili finali del progetto; dovranno, dunque, decidere loro le sanzioni in caso di violazione delle norme del Cbcr e il loro rispetto.

Giorgia Pacione Di Bello

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