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Le multe impegnano il Fisco

Circa la metà delle autodichiarazioni dei contribuenti volte a ottenere la sospensione di una cartella ritenuta pazza riguarda contravvenzioni stradali. Alla data del 28 febbraio le istanze ricevute dagli uffici del gruppo Equitalia erano circa 133 mila, circa 6 mila al mese (si veda ItaliaOggi di ieri). E la nuova normativa prevista dall’art 1 della legge 228/2012 obbliga gli enti creditori a fornire risposte in tempi brevi. In caso di inerzia prolungata dopo 220 giorni dalla richiesta del debitore la somma pretesa viene annullata di diritto. Una spada di Damocle non da poco per molti enti locali. Prima che la legge di stabilità 2013 introducesse questa forma di tutela normativa dei contribuenti, la direttiva 10/2010 di Equitalia aveva previsto come best practice interna un meccanismo analogo. Chiunque riteneva di non dover pagare gli importi richiesti, poteva difendere le proprie ragioni con una semplice dichiarazione, che sospendeva la cartella in attesa delle verifiche del caso, senza alcun effetto sanzionatorio per gli enti. Questi approfondimenti si protraevano a lungo, ben oltre i 220 giorni oggi imposti dalla legge, senza inficiare la validità della cartella congelata. Leggendo i dati sull’attività di Equitalia, emerge che delle prime 19 mila pratiche passate dalla società di riscossione agli enti impositori solo 6.225, ossia il 33%, hanno ricevuto un riscontro. Oggi non è più così. L’autodifesa contro la cartella ritenuta errata infatti, può essere azionata in diverse ipotesi. Quando il credito è decaduto o prescritto, quando vi è stato uno sgravio da parte dell’ente impositore, quando è stata concessa una sospensione amministrativa o giudiziale, quando il contribuente ha avuto una sentenza favorevole, quando il pagamento è già stato effettuato. In tema di multe per violazioni al codice della strada, fin quando l’ente non comunica a Equitalia il verdetto del Giudice di pace, la procedura di riscossione avanza. Nonostante le disfunzioni nel dialogo tra i sistemi telematici, tuttavia, il fenomeno resta marginale. A fronte dei 16 milioni di cartelle emesse da Equitalia, dal 2010 a oggi i casi di errori restano al di sotto dell’1%. Ad avvalersi della procedura di sospensione automatica della cartella, sono soprattutto i contribuenti facenti capo a Equitalia Sud. Sommando le pratiche dal 2010 a oggi, ha ricevuto finora 73 mila richieste. Nelle regioni del centro le istanze sono state 32 mila, mentre Equitalia Nord ha vagliato 28 mila posizioni.

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