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Le mosse per afferrare il rialzo

di Angelo Drusiani

Btp: istruzioni per l'uso. Dopo la nuova (poco sofferta) bocciatura e la rimonta delle quotazioni. A distanza esatta di un mese dal primo pronunciamento (Standard & Poor's, 13 gennaio), Moody's, l'agenzia di rating mancante, ha decretato il declassamento (moderato) dell'affidabilità attribuita al debito pubblico italiano. Le tre principali istituzioni (S&P, Moody's, Fitch) hanno quindi completato le loro analisi, tutte di segno negativo, ma i mercati hanno reagito in direzione opposta. Addirittura premiando i titoli del Tesoro italiano, sia in fase di collocamento, con una riduzione dei rendimenti, sia nel successivo mercato secondario, con visibili rialzi dei prezzi di scambio.
Se chi guarda i mercati con occhio critico esprime giudizi tanto scettici, ma gli investitori si muovono in senso opposto, che strategia dovrebbe attuare il piccolo risparmiatore?
Non ci può essere una risposta univoca perché esistono varie tipologie di investitori, dai meno aggressivi, quasi sempre cassettisti di lungo periodo, a chi vive di compravendite molto ravvicinate, i trader, secondo la terminologia anglosassone. Unica, invece, è la particolare vicenda che ha movimentato i destini di Btp, Bot e Cct a partire da novembre scorso, fase in cui le quotazioni hanno toccato i livelli più bassi degli ultimi mesi.
La risalita dei prezzi non può passare inosservata a chi ha come primo obiettivo quello di incamerare guadagni in conto capitale, dal momento che la sua strategia è simile a quella che attua chi compra e vende azioni. A metà novembre scorso, infatti, alcuni titoli vennero scambiati a prezzi che avrebbero potuto essere definiti di liquidazione, un po' come i saldi degli esercizi commerciali.
Indicizzati
A suscitare l'interesse di grandi e piccoli investitori sono stati soprattutto i Btp indicizzati all'inflazione, i cui valori di mercato hanno sofferto in misura più accentuata, perché la difesa attuata dalla Banca centrale europea li ha trascurati. La scadenza 2041, ad esempio, quotava al di sotto di 60, la scadenza 2021 meno di 70. Poco sopra questo livello si è attestato il prezzo del Btp tradizionale con data di rimborso 2040. Quanto ha guadagnato chi ha creduto in loro? Dopo solo tre mesi, nell'ordine, il primo ha evidenziato un guadagno del 14% circa, il secondo del 22% e il terzo del 23%.
Non c'è dubbio, in questo caso, che sia consigliabile prendere profitto, aspettando di ricomprare a prezzi inferiori, se qualche turbativa (la Grecia o il Portogallo?) dovesse penalizzare nuovamente i mercati. Come è accaduto mercoledì scorso, dopo l'ennesimo rinvio della questione greca.
Cassettisti
Del ritorno a valori di mercato meno drammatici, ha beneficiato anche chi ha immesso questa tipologia di titoli non necessariamente ai prezzi minimi, ma a livelli non tanto superiori. In questo caso, se la scelta è stata determinata dalla ricerca di rendimento e, soprattutto, dal desiderio di prolungarla nel tempo, la strategia più adatta è quella di conservare in portafoglio gli strumenti a suo tempo acquistati. Laddove la composizione del portafoglio non risulti completata, potrebbe essere una buona scelta intervenire ancora sul mercato, comprando anche a questi livelli di prezzo e mediando al rialzo l'originario valore di carico. La redditività che offrono le scadenze più lontane è ancora molto apprezzabile.
Liquidità
A maggior ragione, grazie ai nuovi livelli di prezzo raggiunti per il nein ad Atene; investire parte della liquidità di cui si dispone potrebbe rappresentare ancora oggi una politica di gestione da seguire. Lo è soprattutto per l'investitore tradizionale: vista la progressiva ripresa dei mercati dei titoli governativi, ci si sente più tranquilli nell'acquistare le emissioni del Tesoro italiano, suddividendole tra le differenti tipologie proposte dall'emittente pubblico. Anche se il rendimento è sensibilmente inferiore a quello novembrino, restano buoni margini di recupero, per giungere, in tempi non brevi ma neppure molto lunghi, ad una riduzione del differenziale tra rendimento dei titoli italiani e tedeschi più sostanziosa di quella attuale. Una situazione che confermerebbe il ritorno di fiducia nei Btp, da parte degli investitori internazionali. L'obiettivo più ragionevole è rappresentato da 300 punti di differenza sulla scadenza decennale (ora oscilla fra 360 e 395).
Le prossime decisioni del governo italiano, in materia di risparmi di costi e di incentivi alla ripresa economica, dovrebbero fornire il necessario carburante a questa rincorsa (verso il basso!) del differenziale — spread anche per i non tecnici — di rendimento. Le condizioni potrebbero esserci: un motivo in più per non trascurare Btp & co.

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