Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le liti fiscali valgono 53 mld

Sfiora i 53 miliardi di euro il valore complessivo delle liti fiscali («l’equivalente di una, o due Finanziarie di medio livello», secondo Mario Cavallaro, presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria) in Italia. E se la quantità di questioni da dirimere rimane considerevole, ossia 440.401 cause pendenti, al 31 dicembre 2014, dinanzi alle Commissioni tributarie provinciali e altre 129.605 all’attenzione di quelle regionali, la trattazione dei procedimenti fa passi in avanti più svelti, giacché la media «si assesta in circa 960 giorni per il primo grado di giudizio e supera di poco i 700 nel secondo». Aperto ieri, a palazzo Spada (sede del Consiglio di stato), a Roma, l’Anno giudiziario della magistratura tributaria, fra bilanci sull’andamento del contenzioso e sulle carenze di organico, e valutazioni sull’attuazione «nei prossimi mesi», come sottolineato da Luigi Casero, viceministro dell’economia, della delega fiscale (legge 23/2014) che, all’articolo 10, ridefinisce il settore. Un testo, osserva Cavallaro, non privo di punti oscuri, a partire dalla «reintroduzione del giudice unico per gli affari di minore consistenza, che deve essere accompagnata dalla previsione di specifici requisiti» della figura che non vengono, però, attualmente delineati; nel frattempo, però, si stanno per colmare, progressivamente, le carenze di personale, perché nonostante permangano, rispetto alle piante organiche stabilite nel cosiddetto decreto Visco-Bersani (legge 248/2006) «scoperture pari in totale al 26,76% dell’organico», visto che su 4.668 giudici ne sono in servizio 3.419, «anche grazie all’accelerazione delle procedure concorsuali e paraconcorsuali per la copertura dei posti vacanti e all’ormai prossimo riassorbimento di 369 idonei soprannumerari e di 65 componenti della Commissione tributaria centrale», il Consiglio di presidenza guarda al futuro «con ottimismo».

Lo scenario, certamente, necessita di alcune correzioni. A iniziare da quelle sulle lungaggini segnalate da Casero, ossia che «commercialisti e imprese ci dicono che passano in media tra le 160 e le 190 ore all’anno per affrontare problematiche fiscali». E colpiscono, poi, i più recenti dati sul contenzioso tributario diffusi dalla direzione della giustizia tributaria del Mef, relativi al terzo trimestre del 2014, che mostrano, interviene Gerardo Longobardi, come «circa un terzo delle decisioni nelle Commissioni tributarie provinciali sia totalmente favorevole al contribuente, cui deve aggiungersi un ulteriore 20% circa di accoglimenti parziali», ecco perché, desume il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, è «plausibile una revisione delle norme sulla esecutività dell’accertamento o almeno una riduzione della percentuale prevista per la riscossione a titolo provvisorio in pendenza di giudizio». Essendo, ormai, pressoché paritario il numero dei magistrati togati delle varie giurisdizioni e quello dei laici (nelle Commissioni regionali la proporzione è del 49,45 dei primi e del 50,55% dei secondi, in quelle provinciali le percentuali sono del 43,36% e del 56,64%) preme mettere in risalto la valenza della componente professionale e la sua competenza nelle questioni più complesse sia a Longobardi, sia a Guido Alpa, alla guida del Consiglio nazionale forense, convinto che la natura del magistrato tributario, «nella sua duplice declinazione di giudice part-time e non specializzato» debba esser risolta presto con l’attuazione della delega fiscale, «assicurando anche adeguata specializzazione».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa