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Le linee guida Anac per gli arbitrati bancari

Qualità dell’informazione prestata, modalità di profilatura dei clienti, concentrazione degli investimenti effettuati rispetto al patrimonio detenuto. Sono questi alcuni dei punti messi sotto osservazione dalla Camera arbitrale Anac, presieduta da Ferruccio Auletta, che ha fissato ieri le linee guida per le decisioni che saranno adottate dai collegi per i titolari di obbligazioni subordinate delle Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti. Le stesse regole poi dovrebbero essere applicate, pubblicato il relativo decreto, alle banche Venete. Va ricordato infatti che per i risparmiatori che non hanno aderito al rimborso forfettario, per decisione o per mancanza dei requisiti previsti, l’unica strada per accedere alla restituzione (certa) attraverso il Fondo di solidarietà interbancario è appunto quella di tentare la via dell’arbitrato Anac. Altri risparmiatori, quelli a cui nel tempo sono state vendute azioni delle banche in questione, l’arbitrato Anac è precluso e occorre rivolgersi all’Arbitro Consob, che però non garantisce l’accesso al Fondo.
Le linee guida sono di grande interesse e mettono a nudo i comportamenti disinvolti con cui sono stati collocati prodotti finanziari ai clienti nel corso del tempo e potrebbero rappresentare un punto di riferimento in futuro anche per la giurisprudenza, che vi troverà elencati una serie di criteri utili. Per esempio una profilatura Mifid (quella che permette di capire di fronte a che tipo di cliente ci si trova) fatta o cambiata in occasione della vendita di un prodotto finanziario sarà vista con sospetto nei futuri giudizi. Allo stesso modo non dovrebbe essere ritenuta sufficiente, per avvertire un cliente, indicare genericamente, con cosiddette clausole di stile, la presenza di conflitti di interessi o di pericolosità del prodotto.
Anche la concentrazione di prodotti venduti allo stesso cliente sarà un indice di comportamento non corretto: se superiore al 25% per clienti con profilo di rischio medio-basso; se superiore al 50 per clienti con profilo medio-alto. Sospetta anche la collocazione di un prodotto subordinato a un cliente appena acquisito: un cadeau di benvenuto non proprio amichevole.
Le linee guida ovviamente – si precisa – non sostituiscono norme e non esauriscono i possibili segnali di allarme. La loro elaborazione risponde all’esigenza di criteri di decisione uniforme, che di per se è un elemento di garanzia per i risparmiatori che già hanno dovuto affrontare le conseguenze di comportamenti bancari non corretti.

Antonio Criscione

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