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Le lettere di Bankitalia. «Troppi ritardi nei prestiti»

Troppe lentezze sui prestiti alle imprese, in particolare ma non solo per i prestiti garantiti dallo Stato oltre i 25 mila euro: è la contestazione con la quale la Banca d’Italia ha invitato un gruppo di istituti bancari ad «attivarsi rapidamente per rimuovere eventuali cause di ritardo imputabili a loro carenze». Anche perché — ha spiegato il capo della Vigilanza, Paolo Angelini, ieri in Commissione d’inchiesta sul sistema bancario — «anche le banche saranno colpite dalla crisi»; alcune «simulazioni non sono rassicuranti» a causa di un Pil che crollerà quest’anno del 9%.

Bankitalia non fa i nomi delle banche ma specifica che sono state richiamate quelle con prestiti sotto il valore mediano del sistema. È la «moral suasion», di fronte alle denunce di imprenditori, politica, sindacati dei bancari, circa istituti che rallentano il meccanismo predisposto dal Decreto Liquidità per fare arrivare ossigeno alle imprese travolte dalla crisi per il Covid-19. «La rapidità dei prestiti è sacrosanta», ha detto Angelini.

Anche l’Antitrust ieri pomeriggio ha comunicato di aver avviato istruttorie su Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Sella e Findomestic «per problematiche emerse sia sull’assenza di informazioni sulla tempistica per avere accesso alle varie misure di sostegno» sia di «chiare indicazioni sugli oneri» legati alle moratorie, in particolare sull’aumento degli interessi. Inoltre avrebbero posto «indebite condizioni» come l’apertura di un conto corrente o chiesto requisiti non previsti dalla legge, o proposto altri prodotti. Ad altri dodici istituti è stata avviata una lettera di «moral suasion» sugli stessi temi. «Il tasso di interesse sui finanziamenti, al di là di quelli garantiti al 100% dallo Stato, abbiamo visto che sale addirittura al 2,4%» commenta la presidente della Commissione, Carla Ruocco (M5S).

Angelini sottolinea comunque «la piena autonomia» delle banche nella concessione dei finanziamenti». E spiega che «in assenza di una norma che li escluda» da conseguenze penali «gli istituti chiedono la documentazione sui prestiti garantiti al 100% per evitare i rischi di incorrere nei reati connessi con una anomala erogazione del credito». In ogni caso si nota «un rapido miglioramento» dei tempi anche se «l’eterogeneità» fra istituti «non si sta per il momento attenuando». È un problema che riguarda soprattutto le piccole banche. L’autocertificazione dei clienti «dovrebbe contribuire a snellire il processo». «I prestiti sotto i 25 mila euro con garanzia dello Stato sono passati dal 33% al 66% nelle ultime settimane, un dato incoraggiante ma c’è ancora lavoro da fare», commenta Ruocco.

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