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Le istanze prenotabili entro il 30 settembre

La voluntary disclosure prenotata con una istanza entro il 30 settembre: con la possibilità di correggere le indicazioni rese inizialmente attraverso l’integrazione e la relazione di accompagnamento. Nella sostanza, dunque, un mese in più per gestire il primo passo della sanatoria. È questa la sintesi ricavabile dal doppio intervento dell’Agenzia delle entrate con il provvedimento di lunedì e il comunicato stampa di martedì. In ogni caso, a fronte di una procedura estremamente complessa e di una scadenza normativamente fissata in tempi ravvicinati, un intervento da salutare complessivamente in maniera positiva. Visto che, in relazione alla posizione dell’amministrazione finanziaria, il primo provvedimento di approvazione dei modelli era l’unico strumento sul quale l’amministrazione stessa poteva intervenire. In prima battuta, il provvedimento di lunedì aveva attribuito un ruolo ancora più importante alla relazione di accompagnamento nella procedura di voluntary disclosure. In questo documento, di fatto, vengono espresse le somme dovute e i criteri per determinarle ai fini della sanatoria. La giustificazione tecnica in relazione ai 30 giorni in più per l’invio della documentazione e della relazione, era stata trovata dalla approvazione del decreto sul raddoppio dei termini e delle regole che in esso sono contenute in tema di voluntary disclosure. Cioè quelle della possibilità di includere nella sanatoria anche periodi di imposta che non sono più accertabili o non lo saranno da un punto di vista fiscale ma che sono perseguibili a fronte delle disposizioni di natura penale. È stato subito chiaro che il nuovo provvedimento andava approcciato, prima di tutto, da un punto di vista operativo rispetto alle conseguenze che esso comportava in relazione ai soggetti che si stanno occupando di voluntary. Questo perché nell’ambito della procedura sono molte le difficoltà rappresentate, in primo luogo, dal rapporto con gli intermediari finanziari esteri per il reperimento della documentazione necessaria.

L’effetto principale dello spostamento del termine per la presentazione della relazione e dei documenti, era quello di creare una sorta di effetto prenotazione della sanatoria. Considerando anche come i numeri che vengono scritti nel modello devono essere letti alla luce della relazione di accompagnamento altrimenti possono rappresentare un vero e proprio mistero. Basti pensare, per esempio, agli imponibili che vengono indicati come da assoggettare ad aliquota progressiva Irpef. Non è infatti affatto scontato che questa aliquota sia quella più elevata in quanto, i relazione a dette somme, si deve comprendere quale sia l’aliquota marginale del contribuente in relazione allo specifico periodo di imposta. Ma anche in tema di imposte sostitutive, potrebbero esservi più aliquote nello stesso anno o comunque aliquote diverse in relazione ai diversi periodi di imposta, e allora, evidentemente, è fondamentale il ruolo della relazione di accompagnamento fondata sui documenti che sono a disposizione. nella relazione si spiega come si arriva al numero espresso nel modello sulla base dei documenti a disposizione. E qui interveniva il provvedimento dell’Agenzia delle entrate. Infatti, nel momento in cui si fissavano i 30 giorni dalla presentazione dell’istanza si poteva immaginare come:

– la presentazione dell’istanza in scadenza il 30 settembre evidenzi la volontà del contribuente di aderire alla sanatoria attraverso l’invio del modello debitamente compilato con l’inclusione delle disponibilità e degli imponibili oggetto di voluntary,

– entro i 30 giorni successivi la presentazione della relazione di accompagnamento e dei relativi documenti con l’illustrazione della ricostruzione logica di quanto contenuto nell’istanza dava modo, evidentemente, anche di meglio precisare i numeri già espressi.

Il comunicato stampa di martedì, precisava, ulteriormente, che di fatto quello che è fondamentale è presentare una istanza entro il prossimo 30 settembre al momento l’unica scadenza reale. In considerazione della introdotta possibilità di integrare anche la prima istanza.

Il quadro complessivo che emerge è dunque, nella sostanza, così rappresentabile:

– necessità di evidenziare la propria volontà di accedere alla sanatoria presentando l’istanza entro il 30 settembre;

– possibilità, entro i 30 giorni successivi di integrare la prima istanza producendo, a prescindere dalla integrazione, i documenti e la relazione di accompagnamento.

Inoltre, in relazione ai periodi di imposta ancora contestabili da un punto di vista penale, sarà necessario rappresentare elementi minimi ma non certo dettagliare dati «finanziari» che l’amministrazione non potrebbe in alcun caso richiedere. In generale, dunque, va dato atto all’agenzia delle entrate di aver fatto quello che era possibile con riferimento alle sue attribuzioni intervenendo, come detto, sull’unico elemento sul quale poteva di fatto intervenire.

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