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Le imprese: sì al decreto sulla flessibilità del lavoro

Cautela da parte del mondo delle imprese, nell’attesa di verificare le misure fiscali e sul pagamento dei debiti della Pa. Sono positivi i primi commenti sulla flessibilità del lavoro e sui segnali per lo snellimento della burocrazia, vanno ancora approfondite le disponibilità per le coperture dei provvedimenti, con artigiani e commercianti che protestano per l’esclusione dei lavoratori autonomi dai benefici del taglio all’Irpef.
Per un giudizio approfondito in Confindustria si aspetta l’analisi dei provvedimenti. Ma sull’unica misura approvata ed operativa, cioè il decreto che elimina le rigidità nel mercato del lavoro introdotte dalla riforma Fornero, si coglie soddisfazione anche se si aspetta comunque di verificare i testi. La riforma varata con il governo Monti, d’altro canto, è sempre stata contestata dagli industriali, sin dalla sua approvazione: una legge che ha ingessato il mercato del lavoro riducendo le opportunità di occupazione.
Il governo ieri ha confermato il taglio dell’Irpef dalle buste paga di maggio: una misura a favore dei consumi che è stata accolta con favore da commercio e artigianato, che comunque avrebbero voluto un intervento più deciso sull’Irap. «Sull’Irap ci aspettavamo di più – ha detto il presidente di Rete Imprese Italia, Marco Venturi – restano penalizzati i redditi più bassi dei microimprenditori, ma nel complesso il giudizio delle Pmi è positivo, anche se ci riserviamo un giudizio più approfondito dopo aver visto i provvedimenti nel dettaglio».
Luci e ombre per Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio: «Il sostegno alle famiglie con i redditi più bassi e i primi segnali concreti sullo snellimento della burocrazia vanno certamente nella giusta direzione», ha commentato. «Tuttavia rimane un errore l’esclusione dai benefici sull’Irpef di tante partite Iva e lavoratori autonomi».
Per Sangalli, «in attesa di verificare nel dettaglio le altre misure, in particolare sul lavoro e sui debiti della Pa, si sottolinea la necessità di mantenere aperto il dialogo con le parti sociali per fare in modo che i provvedimenti previsti corrispondano effettivamente alle esigenze di gestione delle imprese del terziario di mercato.
La Confartigianato, con il presidente Giorgio Merletti, ha contestato i contenuti della misura sull’Irap: («rischia di essere irrilevante per due terzi del sistema imprenditoriale»), il pericolo che le difficoltà burocratiche possano frenare il pagamento dei debiti della Pa («ci vorranno dieci anni») e la mancata estensione del taglio Irpef agli autonomi.
«Un pacchetto di misure che riducono le tasse su imprese e lavoratori dai redditi più bassi, restituisce una sana flessibilità per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, pone fine al cronico ritardo dei debiti della Pa», scrive in una nota l’Alleanza delle coop. Interventi che sono «il primo passo.
Ora è necessario sostenere con maggior forza la capacità di investimento delle imprese, anche attraverso una forte sburocratizzazione del Paese, perché le imprese sono le sole che possano creare per tutti sviluppo e lavoro, a partire da quelle cooperative».

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