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Le imprese italiane abbandonano la Spa

Una fotografia, in movimento peraltro, del sistema imprenditoriale, anche alla luce delle difficoltà innescate dalla pandemia Covid-19. É quella scattata dall’Osservatorio delle società e delle imprese della Camera di commercio di Milano con dati che prendono in considerazione gli ultimi 15 anni. Così, a emergere con forza è una sempre più consistente preferenza per il modello societario della Srl: la società a responsabilità limitata è di gran lunga la forma societaria preferita, in costante crescita nel panorama societario italiano (+67% dal 2005), mentre la Spa segna un -38% (dal 2005).

L’impatto Covid

I dati raccolti dalla Camera di commercio milanese (presentati in un webinar con interventi di Piergaetano Marchetti dell’università Bocconi e Carlo Bellavite dell’Università Cattolica) permettono di misurare anche l’impatto dell’emergenza sanitaria sulle dinamiche societarie. In generale, in Italia le società di capitali al 3° trimestre 2020 hanno mostrato una discreta tenuta, con un +1,62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono tuttavia i numeri sulle iscrizioni di nuove imprese a rendere evidente l’impatto depressivo dello choc Covid-19. I primi tre trimestri del 2020 mostrano infatti un rallentamento dell’iniziativa imprenditoriale. In Italia sono 220.906 le nuove imprese iscritte da gennaio a settembre, un numero in calo del 19,2% rispetto allo stesso periodo del 2019, quando erano 273.383.

L’andamento delle società

In Italia le società di capitali al 3° trimestre 2020 sono 1.784.572 e segnano un +61% rispetto al primo anno di rilevazione (2005). Le società di persone sono invece diminuite del 2,4% rispetto al 2019 e del 23% rispetto al 2005. Le Srl continuano a mostrare un andamento di crescita sia rispetto al 2019 (+1,73%) sia rispetto al 2005 (+67%), le Spa evidenziano un decremento rispetto al 2019 (-3,3%) e al primo anno di osservazione (-35%).

Tra le società di persone, solo le società semplici registrano un incremento (+1,51% sul 2019 e +35% sul 2005), mentre le Snc e le Sas mostrano una discesa rispetto al 2019 (rispettivamente -3,5% e -2,07%). Le società a responsabilità limitata semplificata crescono del 12,9%; buona quindi la performance di una fattispecie che da quando è stata introdotta è sempre andata bene, evidentemente grazie al regime agevolato che la caratterizza. In crisi diffusa invece le società di persone (-2,4% nel Paese), sottoposte da tempo a un lento processo di erosione, proprio a vantaggio di quelle di capitale.

Effetto governance

I nuovi modelli di amministrazione e controllo, ricorda la relazione di Bellavite, introdotti nel contesto della riforma Vietti del diritto societario segnano il passo da tempo. Il numero di Spa che ha adottato un sistema di amministrazione e controllo alternativo (monistico o dualistico) rispetto al 2006 si è complessivamente ridotto del 36,51%, passando da 315 a 200. La percentuale sul totale delle società per azioni non cessate per il 2019 si attesta allo 0,53%; si evidenzia un picco percentuale nel 2014 pari allo 0,62%.

Nel dettaglio:

a) rispetto al 2006 il numero di Spa che hanno adottato un modello monistico si è ridotto in misura pari al -39,80%, passando da 196 a 118 società.

b) con riferimento alle società che hanno adottato un sistema di tipo dualistico, è possibile osservare un trend in diminuzione pari al -31,09%, passando da 119 a 82.

Le holding

Per quanto riguarda le società sottoposte ad attività direzione e coordinamento va sottolineato come le Spa sono 7.174 con una percentuale del 19% sul totale delle non cessate, mentre il numero delle società a responsabilità limitata è pari a 36.498, con una percentuale del 2,1% sul totale delle Srl non cessate. I soggetti che esercitano l’attività di direzione e coordinamento sono 28.680, pertanto ognuna di esse esercita tale attività su una media di 1,52 società (nel 2005 era pari a 1,66).

Analizzando più nello specifico le tipologie dei soggetti controllanti nel 2019 si rileva come il 27,41% sia costituito da società per azioni e il 65,56% da società a responsabilità limitata. La parte residua, pari al 7,03%, è rappresentata da società di persone, cooperative, associazioni, fondazioni e anche enti religiosi.

Gli azionisti

Sul fronte dell’evoluzione delle strutture proprietarie nelle Spa e nelle Srl si può osservare come rispettivamente il 69,72% e il 95,67% presenti una compagine societaria composta fino a un massimo 5 soci. Solo il 30,28% del capitale delle Spa e il 4,33% del capitale delle Srl è posseduta da più di 5 soci. Nel 59,10% delle Spa il primo azionista detiene una partecipazione superiore al 51 per cento. Nel 91,18% delle Spa, inoltre, i primi tre azionisti detengono oltre il 51% del capitale. Nel 61,61% delle Srl il primo socio detiene una partecipazione superiore al 51%, mentre quasi nella totalità delle Srl (97,07%) i primi tre soci detengono una partecipazione superiore al 51per cento.

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