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Per le imprese è d’obbligo monitorare sempre i numeri da contattare

Le imprese dovranno sempre consultare il registro delle opposizioni prima di una campagna di telemarketing. Sarà un effetto di una nuova funzione del Rpo e in particolare della possibilità che sarà introdotta dal nuovo regolamento di rinnovo dell’iscrizione.

Maurizio Pellegrini, responsabile del registro delle opposizioni, spiega in che cosa consiste il rinnovo dell’iscrizione: «Il caso è quello di una persona che, in una certa data, abbia iscritto il suo numero nel registro e, quindi, abbia cancellato tutti i consensi precedenti. Poi, però, questa persona dà uno o più consensi specifici. Grazie al nuovo regolamento, in un momento successivo, il soggetto in questione potrà ripetere l’iscrizione e facendo così potrà azzerare nuovamente tutti i consensi rilasciati dopo la prima iscrizione. Di fatto, la prima iscrizione e i successivi rinnovi sono un colpo di spugna rispetto a tutti i consensi in piedi. È molto importante questa possibilità di rinnovo dell’iscrizione, perché dà all’intestatario dell’utenza il potere di cancellare con una sola operazione tutti i consensi».

Proprio a riguardo di questo meccanismo ci si interroga: una società che abbia raccolto un consenso specifico deve consultare il Rpo prima di una campagna? «Proprio per il meccanismo dell’iscrizione e dei rinnovi dell’iscrizione», concorda Pellegrini, «anche chi ha ricevuto un consenso specifico non è sicuro della efficacia e della validità di questo consenso. A questo punto ogni volta che un operatore lancia una campagna di telemarketing deve fare la verifica con il registro delle opposizioni dei numeri da contattare».

Questa verifica va fatta anche quando un operatore intende cedere numeri a terzi, considerato che la legge vieta la cessione a terzi di numeri iscritti nel registro telefonico. In sostanza bisogna passare al setaccio del registro delle opposizioni le liste di numeri sia prima di una campagna di telemarketing, anche quando si usano liste di nominativi che hanno dato il consenso specifico, sia prima di cedere liste a terzi di numeri cosiddetti «consensati». Avere un consenso non dà la sicurezza che in un momento successivo non ci sia stato un «rinnovo» dell’iscrizione con relativo azzeramento di qualsiasi precedente consenso.

Dunque, c’è un passaggio in più per le imprese e per gli operatori di telemarketing. «Certo è un meccanismo aggiuntivo, anche in termini di costi», riconosce il responsabile del registro, «perché bisogna ogni volta fare un aggiornamento di consensi presso il registro delle opposizioni, che diventa un crocevia obbligatorio. Sull’altro piatto della bilancia, però, c’è il fatto che le imprese e gli operatori di telemarketing hanno più certezze e meno rischi. Le liste dei consensi sono soggette all’obbligo di verifica del loro aggiornamento, ma questo significa che, una volta fatta la verifica, diminuisce, se non scompare, il rischio di chiamare qualcuno che non desidera essere contattato e che potrebbe presentare un reclamo al garante».

Sembra, in ogni caso, che il titolare dell’utenza telefonica abbia, finalmente, la possibilità di determinare se e quando essere chiamato. Pellegrini descrive così le prerogative dell’utente: «Il regolamento si propone proprio questo. Per completare il quadro bisogna ricordarsi che oltre all’iscrizione e al rinnovo dell’iscrizione ci sono altre possibilità. La prima è di non iscriversi oppure, dopo l’iscrizione, di cancellarsi totalmente dal registro: questo significa poter essere contattati da chiunque all’utenza presente negli elenchi telefonici pubblici, senza bisogno di consenso. Un’altra possibilità è la revoca selettiva, mediante la quale si annulla l’opposizione rispetto a uno o più operatori. Questo significa che il titolare dell’utenza accetta chiamate di marketing solo dai soggetti che ha espressamente indicato. Con la revoca selettiva si ottiene una cancellazione parziale di una opposizione e si crea una lista virtuosa di operatori ritenuti affidabili. A proposito delle revoche selettive, bisogna aggiungere che se si procede al rinnovo dell’iscrizione (che vuol dire azzeramento di tutti i consensi), bisogna precisare se si mantiene la speciale abilitazione degli operatori iscritti nella lista dei buoni o se si fa tabula rasa anche di questi ultimi, bloccando qualunque campagna di marketing di chiunque».

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