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Le imposte da avviamento possono tradursi in credito

di Paolo Meneghetti e Luca Miele

Credito d'imposta a più ampio raggio. Potranno beneficiarne anche le società di capitali che hanno iscritto nel bilancio imposte anticipate derivanti da avviamento e altre immaterialità soggette a una deduzione fiscale più "lenta" rispetto a quella civilistica. La chance è prevista dal Dl 225/10 (articolo 2, commi da 55 a 58) ma ora la risoluzione 94/E/2011 ne ha esteso la portata anche alle società diverse da quelle creditizie e finanziarie.

Il presupposto

Prima di tutto, la società interessata a beneficiare del credito d'imposta deve presentare un bilancio in perdita d'esercizio nel quale compaiono imposte anticipate relative a due poste:

e svalutazione di crediti non ancora dedotti in base all'articolo 106, comma 3 del Tuir (cioè l'ammontare che supera l'accantonamento dello 0,3% del valore dei crediti risultanti dal bilancio, che viene dedotto nei diciotto esercizi successivi), e in relazione a questa posta sono interessati solo gli enti creditizi;

r valore dell'avviamento e altre immaterialità (ad esempio marchi) che vengono dedotti fiscalmente in più periodi d'imposta, cioè 18 periodi per le poste immateriali succitate (è questo il punto che ha legittimato l'estensione interpretativa alle società di capitali).

Le imposte anticipate trasformabili in credito d'imposta non sono quelle iscritte a fronte del prevedibile recupero della perdita d'esercizio, ma solo quelle relative alle immaterialità. La compresenza di perdita d'esercizio e credito per imposte anticipate relative a immobilizzazioni immateriali è il presupposto che legittima la conversione delle stesse imposte anticipate in credito d'imposta.

L'iscrizione di un avviamento, che è il presupposto per la correlata iscrizione delle imposte anticipate, può derivare da operazioni straordinarie di acquisto di azienda, oppure conferimento, fusione o scissione, mentre l'iscrizione di altre immaterialità – quali il marchio d'impresa – può essere la conseguenza di un atto di compravendita diretto.

Il perimetro soggettivo

L'iscrizione di imposte anticipate a fronte di disallineamento fiscale/civile relativo alle immaterialità non è un'operazione eseguibile esclusivamente dalla società di capitali, ma solo questi ultimi soggetti sono legittimati alla conversione. Infatti l'articolo 2, comma 56, del Dl 225/10, in materia di decorrenza segnala che la trasformazione può assumere efficacia dalla data di approvazione del bilancio da parte dell'assemblea dei soci, e proprio questa citazione delimita il perimetro soggettivo ai soli soggetti Ires per i quali è prevista una formale approvazione del bilancio.

L'ammontare

Il valore massimo delle imposte anticipate convertibili in credito d'imposta deriva dalla seguente operazione: ammontare della perdita d'esercizio moltiplicato per attività per imposte anticipate (solo la parte relativa alle immaterialità)/ sommatoria capitale sociale più riserve (assunte al lordo delle perdite dell'esercizio).

Sul punto si segnala che la norma non distingue tra tipologie di riserve quindi devono intendersi comprese sia quelle di capitale sia quelle di utile.

Qualunque sia la natura, il credito d'imposta – in base al l'articolo 2, comma 57 del Dl 225/10 – non concorre alla formazione della base imponibile né per le imposte sul reddito né per l'Irap.

Decorrenza

La tempistica della conversione di imposte anticipate in credito d'imposta e il suo successivo utilizzo in compensazione (si veda l'altro articolo di questa pagina) è scandita da alcune operazioni in successione temporale. In primo luogo occorre trasformare in bilancio le imposte anticipate in credito d'imposta, e successivamente formalizzare tale trasformazione con l'approvazione del bilancio d'esercizio. Solo con l'approvazione, infatti, il credito d'imposta assume efficacia fiscale, come affermato nel l'esempio della risoluzione 94/E/11 che cita il caso di un bilancio 2010 approvato il 1º aprile scorso in cui viene eseguita la trasformazione: la conversione ha efficacia fiscale a far data proprio dal 1º aprile 2011.

Conseguenza dell'operazione di conversione delle imposte anticipate è l'impossibilità di fruire delle variazioni diminutive che sarebbero state dedotte nel modello Unico. Tale impossibilità decorre dall'inizio del periodo d'imposta in cui – approvato il bilancio – ha efficacia la conversione di imposte anticipate in un credito.

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