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Le grandi compagnie europee valutano il dossier Alitalia

Le grandi compagnie aeree europee e alcuni private equity stranieri aprono il dossier di Alitalia. La scadenza per le manifestazioni d’interesse, fissata al 5 giugno nel bando pubblicato nei giorni scorsi, sta velocizzando le mosse di diversi vettori.
Secondo indiscrezioni, il management di grandi operatori del settore come British Airways, Air France e Lufthansa, oltre allo stesso Michael O’Leary – a capo di compagnie più aggressive come Ryanair – starebbe convincendosi di partecipare alla prima fase della gara, quella appunto non vincolante delle manifestazioni d’interesse. La partecipazione a questa prima parte dell’asta dovrebbe infatti consentire ai maggiori vettori europei di tenere sotto controllo le mosse dei concorrenti in azione su un gruppo, seppure in crisi, come Alitalia, la cui acquisizione potrebbe però accrescere quote di mercato in termini di rotte e slot. British Airways, Air France, Lufthansa e Ryanair starebbero quindi tenendo sotto stretta osservazione il dossier, anche se al momento non sarebbero stati nominati in modo ufficiale advisor, in vista della scadenza per le manifestazioni d’interesse per l’intero vettore o per alcuni perimetri distinti. Tanto che secondo gli addetti ai lavori, la smentita di ieri di Lufthansa, in relazione a un interesse per Alitalia, verrebbe vista come pre-tattica per il vettore tedesco che valuterà nei prossimi giorni le mosse degli avversari.
Nel frattempo, i commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi, Stefano Paleari sono al lavoro con l’advisor finanziario Rothschild, nominato per seguire tutti i passaggi della procedura (tra domani e dopodomani si terrà la prima riunione), e con i legali della procedura straordinaria (gli studi Gianni Origoni Grippo Cappelli e Lombardi Segni). Dopo le manifestazioni di interesse non vincolanti, tra luglio-agosto sono attese le offerte non vincolanti, con l’obiettivo tra settembre e ottobre di ricevere le offerte vincolanti. Altro fronte caldo sul dossier sarà quello dei possibili private equity interessati al perimetro: grandi fondi come gli americani Tpg e Cerberus specializzati in situazioni problematiche come quella di Alitalia. Più difficile, invece, che sul dossier si concretizzi l’interesse di compagnie cinesi, come Hna Airlines, se prima non verrà chiarito all’interno della stessa Commissione il vincolo del 49% al controllo extra-Ue di compagnie europee.
Ma affinchè i potenziali acquirenti possano essere interessati a rilevare la compagnia è necessario il taglio dei sovraccosti, con la rinegoziazione dei contratti di copertura: dall’aumento del costo del carburante i commissari si attendono tra i 100 e i 120 milioni di risparmi, dalla revisione delle condizioni applicate agli aerei in leasing stimano di risparmiare fino a 90 milioni. Sotto la lente anche il costo del lavoro, con la definizione di nuove condizioni contrattuali (la scadenza del contratto è stata prorogata al 31 maggio) e l’uscita di circa il 20% del vecchio management: a fine mese si attende una prima valutazione delle operazioni finora messe in campo.

Carlo Festa
Giorgio Pogliotti

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