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Le ganasce fiscali cambieranno


di Simona D'Alessio  

Modifiche in arrivo sulle cosiddette «ganasce» fiscali e il calcolo degli interessi addebitati. All'annuncio del ministro dell'economia, Giulio Tremonti, è seguita la conferma del direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera: verranno presentati degli emendamenti al decreto sullo sviluppo attualmente all'esame della camera, con l'obiettivo di alleggerire l'uso dei fermi amministrativi ai contribuenti che risultano non in regola con il pagamento dei tributi da un lato e, dall'altro, di intervenire su quelle forme di calcolo di interessi sugli interessi che, a detta del titolare di via XX Settembre, «si avvicinano, anzi sono anatocismo», e che «non portano rigore, ma solo discredito».

Parole pronunciate ieri mattina, in Campidoglio, durante la cerimonia di celebrazione del decennale della fondazione delle quattro agenzie fiscali: Entrate, Territorio, Dogane e Demanio, alla presenza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Misure necessarie, a giudizio di Befera, che sulla questione delle «ganasce» ha spiegato come «molti problemi arrivano dai comuni che non si sono adeguati all'efficienza di Equitalia. Spesso, ci passano crediti che magari non ci sono», aggiungendo che «noi abbiamo messo in campo una procedura anti-burocrazia: se il contribuente ha una sentenza, noi sospendiamo l'intervento». A fronte di circa «40 mila di queste situazioni» sono state create, pertanto, delle «ganasce fiscali fasulle, perché il credito non c'è»; a ogni modo, ha avvertito, i comuni dovranno riorganizzare la riscossione coattiva entro il 2011, e «non è detto che Equitalia partecipi» alle operazioni. Rievocando i «sensibili incrementi» delle Entrate nel corso dei dieci anni di attività («nel 2001 il recupero era di 3,5 miliardi, oggi siamo a 17 miliardi, di cui 11 di maggiori entrate e sei di risparmi»), il direttore delle Entrate ha ribadito che gli sforzi del personale si stanno concentrando sull'incremento della «tax compliance», ossia sull'adempimento spontaneo dei cittadini agli obblighi tributari, e che rimane «rigoroso» il rispetto nei confronti del contribuente. E, considerando che secondo Tremonti «la struttura amministrativa delle agenzie è pronta», è tempo anche di procedere quanto prima alla riforma fiscale. Eppure, ha ammesso il ministro, «io votai contro il provvedimento per la creazione» dei quattro organismi (voluto dall'allora responsabile delle Finanze, Vincenzo Visco, presente in sala ad ascoltare la dichiarazione, ndr) perché convinto che il fisco dovesse essere gestito «da una struttura amministrativa classica. Do atto che è stata una buona riforma e questa è la ragione dell'arrivo di una quinta agenzia», ha proseguito, dando la definitiva conferma alla nascita dell'organizzazione che si occuperà del comparto dei giochi pubblici (le lotterie e le scommesse), di cui si vociferava da tempo. Un processo che, ha dichiarato il direttore generale dei Monopoli di stato, Raffaele Ferrara, giungerà a compimento «credo entro sei, o sette mesi», visto che lo schema di decreto per la trasformazione dell'amministrazione autonoma è allo studio degli organi ministeriali e, successivamente, sarà trasmesso alle commissioni parlamentari competenti, perché possano esaminarlo.

Molti progressi sono stati fatti, «l'evasione è stata ridotta e l'elusione contenuta», tuttavia, ha sostenuto Visco, «serve una strategia di lungo corso» e i contribuenti «devono sapere che il fisco conosce le loro attività, e quando un fenomeno si conosce, si può combattere». Meno ottimista dell'esponente del centrosinistra si è dimostrato Franco Gallo, già alla guida del dicastero delle Finanze nel governo Ciampi, attualmente giudice costituzionale: lo strumento del redditometro (studiato dalle Entrate per effettuare l'accertamento sintetico) «è sicuramente un passo in avanti, ma non si potranno raggiungere grandi risultati se, alla base dell'evasione, permane una crisi dei valori etici», che impedisce, ha continuato il magistrato, di comprendere la «connessione fra i tributi pagati e i servizi resi». L'attenzione dell'Agenzia del territorio, ha specificato la titolare Gabriella Alemanno, nel 2011 si è focalizzata sull'accertamento degli immobili fantasma (dal 1° maggio sono, infatti, partiti i controlli sugli edifici sconosciuti al fisco, dopo che il 30 aprile è scaduto il termine per l'accatastamento spontaneo, ndr), grazie all'ausilio di sofisticate innovazioni tecnologiche, che permettono un'attenta ed efficace mappatura. Tecniche raffinate e all'avanguardia aiutano anche le Dogane a effettuare in maniera più celere le prestazioni: il numero uno Giuseppe Peleggi, infatti, ha raccontato come il servizio di sdoganamento online riesca a processare «mediamente un'operazione ogni due secondi». Inoltre, l'opportunità di sfruttare una «ampia» rete di banche dati ha permesso, ha concluso, di «studiare meglio i vecchi sistemi di frode ed esplorare nuovi settori potenzialmente a rischio: l'abbigliamento, le borse, le calzature, i prodotti alimentari, tipici del made in Italy, ma anche i rifiuti, la cocaina, ecc». Per Cisl-Fp, Uil-Pa e Salfi, la sfida per le agenzie fiscali, all'interno della mission di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi, sarà quella di continuare a innalzare il tasso di adesione spontanea dei contribuenti al prelievo fiscale. In questo senso il sistema organizzativo dovrà migliorare ancora: sia attraverso la rivisitazione e il rafforzamento delle convenzioni, sia attraverso un giusto riconoscimento della qualità del lavoro, in termini di immagine, professionali ed economici.

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