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Le fondazioni? Mancano risorse per gli aumenti di capitale

di Paola Pica

TORINO — A mettere tutti d’accordo è Angelo Benessia, il presidente della Compagnia di San Paolo in una delle rare ospitate dagli «avversari» della Fondazione Crt: «Le Fondazioni restituiscono al territorio ciò che dal territorio hanno avuto» . A Palazzo Perrone c’è molta della Torino che conta, più imprenditori e manager che politici, fatto salvo per Enzo Ghigo numero uno del Pdl cittadino. Tutti qui, da Gian Maria Gros Pietro a Paolo Cantarella, a Davide Serra, per la presentazione del saggio sulle fondazioni bancarie «da Frankestein al principe azzurro» di Fabio Corsico e Paolo Messa ma anche per una delle prime uscite pubbliche del presidente della Consob, Giuseppe Vegas. Ma tocca a Benessia aprire: le banche hanno bisogno di più capitale? «Le fondazioni bancarie sono pronte a fare il loro dovere» dice Benessia ammettendo che il tema «ci tocca nella carne viva» . Certo bisogna «vagliare caso per caso» aggiunge citando Giuseppe Guzzetti, il presidente della Cariplo e dell’Acri. «Sono d’accordo con lui e del resto contraddire Guzzetti— scherza— è piuttosto pericoloso» . Le fondazioni, dunque, «non si sottrarranno ad aumenti di capitale che si riterranno opportuni» . All’omaggio al presidente della Cariplo si unisce Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit per conto della Crt: «Meglio sbagliare con Guzzetti che fare bene da soli» . Le fondazioni assolvono un compito primario nel territorio e nella finanza, osserva Vegas, ma la richiesta di capitali imposta dai requisiti di Basilea 3 «è così importante che le Fondazioni non hanno risorse sufficienti e c’è da chiedersi se non sia il caso di frenare» . Nel «trade off» tra stabilità e contendibilità, osserva il presidente della Consob, ha vinto la stabilità. E alle fondazioni ha rappresentato un «ombrello» protettivo aperto in piena tempesta. La politica avanza? «In realtà — dice Vegas — anche in questo caso le Fondazioni esprimono stabilità: non possono cambiare gli organi a ogni cambio di giunta» . Un affondo contro «l’ipocrisia e la demagogia che stanno uccidendo questo Paese» è arrivato da Palenzona. «Quando le Fondazioni servono sono principi azzurri quando, non serviamo più diventiamo Frankestein» . Il vicepresidente di Unicredit ha ricordato come anche «qualche amministratore delegato nei momenti di euforia pensava di fare tutto da sé per poi riconoscere nella crisi che delle fondazioni c’era bisogno, eccome» . Al tavolo dei relatori siede anche il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, che stamani è impegnato nel consiglio di amministrazione che approverà il bilancio 2010. «Credo nella collaborazione con le Fondazioni — assicura— azionisti che hanno sempre mostrato rispetto per l’azienda, presenti nei momenti delle scelte difficili» . Gli enti «non sono cinghia di trasmissione tra politica e credito ma interpreti delle vere istanze del territorio» . Di più: «Le Fondazioni sono rette da uomini con la schiena dritta» chiude Passera, per il quale le stesse Fondazioni sono preferibili ai fondi sovrani dei Paesi arabi.

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