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Le Coop puntano su Unipol priv rilevato l’inoptato Mediobanca

L’ultimo passaggio è stato l’acquisto, dal consorzio di garanzia, della quasi totalità di azioni Unipol priv non sottoscritte durante l’aumento di capitale. Ebbene, la notizia è stata resa nota tre giorni fa, ma ieri si è saputo che i sottoscrittori di questi pacchetti di azioni sono sempre loro, il mondo delle principali cooperative che ruotano intorno a Unipol, che hanno comprato i titoli rimasti sul groppone delle banche sborsando 88 milioni. Che, sommati a quanto è stato pagato a vario titolo – e a vari livelli della catena di controllo – porta complessivamente ad oltre 750 milioni il “costo” per Bologna e dintorni del proprio aumento di capitale e del matrimonio con Fonsai.
Partiamo dall’aumento di capitale ordinario Ugf, sottoscritto da Finsoe e dalle coop azioniste storiche della holding quotata (quindi Novacoop, Coop Adriatica, Lima, Macif e Maif) per circa 470 milioni di euro. A questa cifra va aggiunta la quota di azioni Unipol priv, sottoscritte dai medesimi azionisti “forti” per altri 14 milioni, più gli 88 milioni pagati dal mondo delle cooperative (i nomi in questo caso non sono stati resi noti) pochi giorni fa. E ancora: Ugf ha acquistato – sempre dal consorzio di garanzia delle banche – il 4,9% di ulteriori azioni ordinarie Fonsai, pagando 45 milioni di euro, mentre già in fase di aumento di capitale aveva annunciato di essere pronta a comprare azioni Fonsai risparmio; cosa che ha fatto per ulteriori 136 milioni di euro. Dunque, il totale fa 753 milioni, lungo tutta la catena che parte da Finsoe, passa per le altre cooperative azioniste di Ugf e si conclude con gli esborsi diretti della medesima Ugf, un ammontare speso per partecipare al proprio aumento di capitale (che peraltro segna ancora un inoptato di circa il 20% in azioni ordinarie) e per sottoscrivere una parte di titoli di Fonsai,
che con tutta evidenza il mercato non si era precipitato a strapparsi di mano. Cifre importanti per il mondo cooperativo, probabilmente finanziate almeno in parte dal sistema bancario. Sempre a proposito di Unipol, si attende di sapere come è finita la vicenda dei maggiori accantonamenti sulle riserve chiesti dall’Isvap. A suo tempo, nella lettera di contestazione, l’Istituto di vigilanza aveva indicato in 30 giorni (dal 3 luglio scorso) il termine per avere una relazione sui sinistri entro i centomila euro (i maggiori accantonamenti per riserve erano stimati in 210 milioni da Isvap) mentre il termine era spostato al 10 settembre per i rilievi sui sinistri oltre i centomila euro. Lo stesso ex presidente Isvap Giancarlo Giannini, ora commissario straordinario dell’Istituto, ha recentemente dichiarato che la partita non era archiviata, ma per ora non si hanno notizie ufficiali di sviluppi.
I maggiori accantonamenti, ove necessari («Siamo tranquilli sulla tenuta delle nostre riserve» aveva detto l’amministratore delegato Carlo Cimbri, durante la presentazione della semestrale) potrebbero entrare nei conti Ugf dei nove mesi o in occasione del bilancio annuale. Di sicuro è un nodo di non poco conto, anche in vista della fusione con Fonsai.
Contemporaneamente prosegue il conto alla rovescia per la trasformazione dell’ente di vigilanza, che diventerà Ivass e sarà presieduto, per legge, dal direttore generale di Bankitalia. Altri due consiglieri saranno indicati sempre da Via Nazionale, cui spetta anche il compito di scrivere il nuovo Statuto. I tempi sono ormai prossimi alla scadenza: entro il 6 novembre infatti dovrebbe esserci il passaggio delle consegne.

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