Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le compensazioni «oltre soglia» restano al buio

Compensazioni “al buio” da parte di imprese e professionisti per i saldi a credito di imposte dirette e Irap superiori a 15mila euro emergenti da Unico 2014: l’assenza di chiarimenti sulle modalità applicative del visto di conformità previsto dalla legge di Stabilità 2014 trasforma i modelli F24 che vengono presentati in queste settimane per i versamenti dei saldi 2013 e degli acconti 2014 (con conseguente compensazione delle relative posizioni creditorie) in altrettante scommesse per i soggetti interessati. Vediamo perché.
Le nuove regole
L’articolo 1, comma 574 della legge 147/2013 prevede, con effetto già dalle risultanze delle dichiarazioni riguardanti il periodo d’imposta 2013, che i crediti relativi alle imposte sui redditi, relative addizionali e imposte sostitutive, alle ritenute alla fonte e all’Irap, per importi superiori a 15mila euro annui, possono essere compensati orizzontalmente solo se la dichiarazione riporta il visto di conformità di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a) del Dlgs 241/1997. L’unica alternativa (ma solo per gli enti soggetti al controllo contabile di cui all’articolo 2409-bis del Codice civile o all’articolo 234 del Dlgs 267/2000) è costituita dalla sottoscrizione della dichiarazione da parte dell’organo incaricato, attestante l’esecuzione degli stessi controlli previsti per il visto.
La violazione
Chi compensa violando le nuove regole – in presenza di credito regolarmente esistente – si espone alla sanzione del 30% del credito indebitamente utilizzato (circolare 1/E/2010). La violazione, in effetti, si realizza non al momento in cui avviene la compensazione sopra soglia, ma in quello successivo in cui, a fronte dell’intervenuta compensazione, la dichiarazione presentata non contempla il visto di conformità (circolare 10/E/2014). Il problema è che, nonostante la norma sia in vigore da quasi sei mesi, manca all’appello qualunque chiarimento su che cosa significhi, sul piano pratico, effettuare i controlli per poter rilasciare l’attestazione, con la conseguenza che le imprese e i professionisti che hanno crediti da compensare sopra soglia e debiti compensabili si trovano di fronte a un bivio: versare i debiti rinviando la compensazione a data da definire (ad esempio agli acconti di novembre), oppure “azzardare” la compensazione confidando di poter ottenere il visto da un soggetto abilitato (oppure dal proprio revisore), il quale, attualmente, non può assumere formalmente alcun impegno in tal senso, né proporre un preventivo per questa attività. Sono immuni dal visto solo le compensazioni di tipo verticale (ossia effettuate nell’ambito del medesimo tributo), e che la soglia dei 15mila euro è «riferibile alle singole tipologie di crediti emergenti dalla dichiarazione» (circolare 10/E/2014), e quindi non va misurata, complessivamente, su tutti i crediti vantati ma, singolarmente, sui vari tributi interessati.
I vecchi crediti
Resta fermo che chi ha ancora crediti (Irpef, Ires o Irap) 2012 può utilizzarli tranquillamente per qualunque importo (e anzi appare opportuno “smaltirli” prima che si cumulino a quelli del periodo successivo, il che avviene con la presentazione della dichiarazione relativa al 2013), e che il visto non consente di derogare al limite massimo solare di 700mila euro, né elimina il “blocco” alla compensazione dovuto alla presenza di debiti erariali iscritti a ruolo scaduti (e non sospesi) di importo superiore a 1.500 euro (articolo 31 del Dl 78/2010 e successivo decreto del Mef 10 febbraio 2011). Secondo le istruzioni dell’Agenzia (circolare 13/E/2011), in questo caso occorre, infatti, sempre dare precedenza al pagamento (anche in compensazione) dell’intero debito iscritto a ruolo, altrimenti si incorre nella sanzione del 50% del debito a ruolo fino a concorrenza dell’importo indebitamente compensato e con il massimo del 50% di quest’ultimo importo (precisazione, quest’ultima, che, nell’interpretazione offerta dalla circolare, perde di significato).
L’attestazione
L’attestazione viene rilasciata sottoscrivendo l’apposito riquadro contenuto nel modello Unico (o Irap), già presente in questi ultimi anni per l’adempimento (solo per certi versi analogo) legato alla compensazione dei crediti Iva (articolo 10 del Dl 78/2009). In proposito occorre ricordare che il visto riguarda tutte le dichiarazioni presenti in Unico, per cui se il contribuente non ha alcun bisogno dell’attestazione ai fini Iva è opportuno rendere autonoma quest’ultima dichiarazione (e viceversa). Se il visto è rilasciato da chi esercita la revisione legale, l’attestazione si comunica barrando una casella posta a lato della sottoscrizione richiesta dall’articolo 1 del Dpr 322/98; in questo caso non sono richiesti gli ordinari adempimenti preliminari (iscrizione nell’elenco della Dre e stipula dell’apposita polizza assicurativa).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa