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L’e-commerce in Italia supera per la prima volta i 30 miliardi

Un aumento in valore di 4,1 miliardi di euro, il maggiore di sempre. Nel 2019 gli acquisti di e-commerce B2c raggiungono i 31,6 miliardi, con un +15% sull’anno precedente ottenuto con uno sprint nell’aumento degli acquisti dei beni fisici. Il valore di questi ultimi tocca i 18,1 miliardi (+21%) con 281 milioni di ordini e uno scontrino medio intorno ai 66 euro. Questi i numeri chiave della 20esima edizione dell’Osservatorio eCommerce B2c della School of management del Politecnico di Milano che fotografa il big bang dello shopping online. Nel 1999 il mercato era da soli cento milioni per buona parte realizzati con la vendita di assicurazioni online e biglietti aerei. «Ora la componente servizi è entrata in una fase di maturità e vale 13,5 miliardi di euro grazie a 60 milioni di ordini e a uno scontrino medio di circa 228 euro – segnala Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio -. La crescita è trainata dai prodotti, dai beni fisici con risultati positivi sia per i comparti storici come l’elettronica e l’abbigliamento sia per quelli emergenti come l’arredamento&home living, food&grocery e bellezza. Quest’anno le spedizioni raggiungeranno il numero record di 318 milioni esclusi i resi». Acquisti sempre più perfezionati con lo smartphone in 4 casi su dieci generando vendite per 12,5 miliardi con un +33% sul 2018. La data del sorpasso rispetto al tradizionale pc è fissata tra il 2020 e l’anno successivo. Invece il tasso di penetrazione degli acquisti online sul totale del retail passa in 12 mesi dal 6,5% al 7,3%, con i prodotti al 6% e i servizi all’11 per cento. Per quanto riguarda l’export, le vendite da siti italiani verso clienti stranieri, toccati i 4,4 miliardi il 15% del mercato. Certo c’è il comparto turismo, in modo particolare i biglietti per i viaggi mentre tra i prodotti fisici spiccano i tradizionali asset del made in Italy, in primis l’abbigliamento e l’arredamento. I principali mercati di sbocco sono quelli europei e gli Usa mentre restano molto basse, al di sotto del 4%, le quote verso Cina, Giappone e Russia.

Il tutto mentre le vendite nei negozi fisici restano al palo a causa della situazione congiunturale. «Le imprese, il retail sono chiamati a investire sempre di più nelle tecnologie, il cuore della nuova rivoluzione sociale, economica e commerciale cui stiamo assistendo – rimarca Roberto Liscia, presidente Netcom -. L’intelligenza artificiale, per esempio, è l’innovazione tecnologica emergente da guardare con maggiore interesse fra quelle che stanno già ridisegnando tutta la filiera dell’industria. Le sue capacità di analisi predittiva, infatti, sono un elemento chiave sia nella personalizzazione dell’offerta e nell’esperienza di acquisto, sia nel mantenimento della relazione con il cliente».

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