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Le Casse vanno all’attacco

di Simona D'Alessio  

Il vento delle liberalizzazioni non si è del tutto placato, così le Casse dei professionisti si preparano a un autunno caldo, per lanciare proposte al governo e dialogare con il mondo imprenditoriale. E ottengono l'apertura di un tavolo («all'inizio di settembre») con il ministro del welfare Maurizio Sacconi, per affrontare le questioni che, dopo il varo della manovra, più preoccupano le categorie. Ieri, a Roma, nel corso di un'assemblea straordinaria, l'annuncio dei vertici del Comitato unitario delle professioni e dell'Adepp, l'associazione degli enti di previdenza privatizzati, di un'iniziativa il 12 ottobre, utile a presentare pubblicamente il «Manifesto della libera professione», poiché secondo Marina Calderone «non bisogna soltanto lamentarsi, ma parlare alla gente. Non siamo una casta, abbiamo un'estrema dinamicità che produce reddito e imposizione fiscale». Raccogliendo l'invito del titolare del dicastero di via Veneto, la presidente del Cup sostiene che «non saremo sulla difensiva», tuttavia il sistema ordinistico «non accetta una riforma che compare all'ultimo momento» (l'emendamento 39bis del dl 98/2011, ndr), perciò alla ripresa dei lavori parlamentari «non ci faremo trovare impreparati, sono convinta che questo sia stato solo l'antipasto». Meglio, pertanto, ritrovarsi uniti s'inserisce Sergio Polese, alla guida del consiglio nazionale degli ingegneri: «Sono mesi che non ci sono dissensi» interni, se ne deduce che «una riforma condivisa delle professioni si può realizzare». Alberto Bagnoli, numero uno dell'istituto pensionistico forense, sottolinea a ItaliaOggi che «è tempo di studiare i dettagli di questo «Manifesto», il punto di partenza» per un futuro progetto di riordino. Il clima rimane, però, teso: «Noi avvocati pensiamo che la miglior difesa è l'attacco, siamo stati perentori nel contrastare le scelte che si stavano portando avanti, nel merito e nel metodo. Oggi mi sento più ottimista, dopo le parole di Sacconi», chiude.

Una replica decisa al ministro arriva da Andrea Camporese, presidente dell'Adepp, che dice «basta all'affastellamento di norme che vanno dai controlli della Covip al codice degli appalti», e appoggia «una manutenzione straordinaria del sistema, ma attraverso una disciplina organica». Sacconi, intanto, pone le basi: le iniziative di liberalizzazione sono frutto di «sollecitazioni arrivate da altri Paesi», e gli ordini rappresentano «corpi istituzionalizzati che agiscono da mediatori nel nome del bene comune», e non vanno smantellati. Fondamentale è «l'ancoraggio deontologico», laddove il professionista non è «al servizio esclusivo del cliente, bensì ha una funzione più alta e sussidiaria, come nel caso dei notai». E il vertice del notariato, Giancarlo Laurini, tende una mano a tutti, evidenziando che «siamo sulla stessa barca, dobbiamo essere attivissimi e nominare una task force per una rivisitazione dei progetti riformatori», depositati qualche tempo fa. Giorni dopo il via libera alla manovra, non si è ancora spenta l'ira di Andrea Bonechi (consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili) quando, «dinanzi ad un provvedimento che ha tagliato a destra e a manca, scopriamo che l'unico cruccio di Confindustria era che non contenesse le liberalizzazioni». Preferisce guardare con maggiore ottimismo alla convocazione ministeriale di settembre Walter Anedda: «Avevamo chiesto le casse fossero sostanzialmente coinvolte nell'ambito della definizione dei decreti attuativi. Il ministero del welfare ha sempre tenuto fede ai suoi impegni», prosegue il presidente dell'ente previdenziale dei dottori commercialisti, mentre «quello dell'economia rimane il grande assente. Sono curioso di vedere se ci sarà Giulio Tremonti e, se ci sarà, come intende prendere parte ai lavori».

Nelle stesse ore, a palazzo Madama, nasce un'altra idea: la seconda carica dello stato Renato Schifani chiede un confronto fra le forze politiche «per dare piena attuazione all'art. 41 della Costituzione sulla libertà d'impresa». E il vento delle liberalizzazioni torna ad alzarsi.

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