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Le Casse: fisco più leggero

Semplificare le leggi e ridurre i passaggi burocratici; trasferire ai professionisti parte dei controlli e dei compiti che oggi ingolfano la pubblica amministrazione; tagliare i costi improduttivi e le tasse, anche quelle occulte, sul lavoro; investire sul territorio e sul paesaggio, sulla riqualificazione delle periferie e sul riassetto idrogeologico. Sono i capitoli principali del manifesto delle professioni «per il Paese», presentato ieri a Roma, durante il Professional forum, la manifestazione organizzata dalle confederazioni degli Ordini – Cup e Pat – e dall’Adepp, l’associazione delle Casse di previdenza private (si veda anche l’altro articolo in pagina).
Le proposte sono state presentate in quattro tavole rotonde: lavoro, giustizia, ambiente e salute.
Prima di tutto il lavoro: il tasso di disoccupazione ha superato l’11%, con un aumento dell’1,8% su base annua. Tuttavia, se si considerano i giovani tra i 15 e i 24 anni la disoccupazione raggiunge il 37,1 per cento. Anche chi formalmente ha un posto non se la passa bene: in un anno la cassa integrazione è aumentata di oltre il 60 per cento. Che fare? Marina Calderone, presidente del Cup e del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, mette in fila le riforme del Governo Monti. «Con la manovra previdenziale – dice – i padri e le madri devono stare in azienda dieci anni in più e i figli, senza la leva di sostituzione, non riescono a entrare. Occorre dunque creare nuove occasioni di lavoro, con la riduzione del cuneo fiscale». La proposta dei consulenti è attingere al tesoretto dell’Inail, 26 miliardi di euro. Ogni anno l’avanzo – secondo Calderone – è di 800 milioni.
Cosa ne pensano i politici? Cesare Damiano (Pd) ricorda che la questione è già stata affrontata quando era ministro del Lavoro. «Si può pensare – ammette – ad abbassare il premio Inail per le imprese virtuose. Utilizzare il tesoretto per abbassare il cuneo fiscale può essere un’idea, ma occorre fare i conti con la legge Tremonti, perché la dote Inail va ora tutta a diminuzione del debito».
«Sono per cancellare la riforma Fornero perché non ha funzionato – taglia corto Maurizio Sacconi (Pdl) – La legge ha evocato attività ispettiva per tutte le forme di lavoro non a tempo indeterminato; il risultato è stato che nessuno ha più assunto». Il Pdl propone dunque un taglio al contributo Inail in relazione all’andamento degli infortuni. Per i giovani la ricetta prevede agevolazioni per cinque anni, anche attraverso l’apprendistato.
Damiano non crede che la soluzione sia rifare le riforme daccapo. «Occorrerà avviare un periodo di concertazione con le parti sociali, coinvolgendo i professionisti».
L’altro fronte delle politiche del lavoro è costituito dalla previdenza. Quella privata soffre di mal di fisco, da tempo denunciato dalle Casse. «Mantenere una tassazione del 20% sui nostri investimenti, come se fossimo un qualunque fondo speculativo – afferma Andrea Camporese, presidente Adepp – significa deprimere le prestazioni pensionistiche e le tutele assistenziali. Purtroppo le Casse professionali non sono state messe in condizione di fare da leva per lo sviluppo come avviene all’estero. Un peccato, visto che il patrimonio complessivo ammonta a 54 miliardi e cresce di cinque miliardi l’anno».
Sacconi risponde: «Ci sono le condizioni per rivedere la doppia tassazione e anche per cancellare le Casse dall’elenco Istat». Tocca a Camporese ricordare che un punto di partenza per risolvere anche il problema dell’autonomia è stato elaborato dall’ex ministro Damiano.

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