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Le Casse contano oltre 50 mila professionisti fantasma

Oltre 50 mila professionisti «invisibili» per le Casse di previdenza: 20 mila avvocati, oltre 10 mila geometri, 9.800 ingegneri e architetti, più di quattro mila dottori commercialisti e altrettanti ragionieri. In media, otto professionisti su 100 non hanno inviato, nel 2016, la dichiarazione dei redditi 2015 alle Casse di previdenza. E sono quindi potenziali evasori, con sanzioni che, in totale, possono arrivare a oltre 20 milioni di euro. È il quadro che emerge da una ricognizione effettuata da ItaliaOggi Sette, che ha interpellato alcune Casse di previdenza delle professioni giudico-economiche, contabili e tecniche, raccogliendo i dati sulle dichiarazioni omesse nel 2016. E il totale, tra avvocati, biologi, consulenti del lavoro, dottori commercialisti, geometri, ingegneri e architetti, periti industriali, ragionieri, fa 51.929 professionisti che non hanno rispettato le scadenze. Di questi, alcuni procederanno al ravvedimento operoso su sollecitazione della Cassa, per altri invece l’Ente sarà costretto a interpellare l’Agenzia delle entrate. Sì, perché per alcune professioni il fenomeno della mancata comunicazione dei redditi è talmente diffuso e in crescita, che la Cassa ha preso le contromisure siglando accordi con il Fisco e con gli enti locali per andare a pescare gli evasori. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i numeri del fenomeno e le sanzioni previste.

Numeri e sanzioni. Sugli oltre 50 mila professionisti «invisibili», circa il 40% sono avvocati. Secondo l’ultimo rapporto di Cassa forense, infatti, sono 20.642 i legali che non hanno presentato modello 5. Di questi, fanno sapere dalla Cassa, tendenzialmente la metà si ravvede, mentre gli altri 10 mila sono effettivamente potenziali evasori. La scadenza, per l’invio di modello 5, è fissata al 30 settembre di ogni anno e, per quanto riguarda le sanzioni, se il professionista non ravvede entro il 31 dicembre, arriva la contestazione della Cassa. Ricevuta la quale scatta la sanzione massima di 400 euro.

Per quanto riguarda i biologi, il fenomeno delle dichiarazioni non presentate entro il 7 agosto 2016, è contenuto a circa il 6% degli iscritti. Sono stati infatti 867, perlopiù neoiscritti, su 14 mila a non dichiarare i redditi, con sanzioni fino a 150 euro.

Per quanto riguarda i consulenti del lavoro, sono poco più di mille, il 4% del totale degli iscritti, i professionisti che non hanno comunicato il reddito all’Enpacl entro il 16 settembre. Oltre 90 giorni di ritardo scatta la sanzione di 200 euro.

Per i dottori commercialisti, su 70 mila iscritti alla Cassa, 4.200 professionisti non hanno trasmesso i redditi entro il 15 novembre, vale a dire il 6%. Per chi non procede alla regolarizzazione spontanea, la Cassa acquisisce il dato dall’Agenzia delle entrate nel corso dell’anno e calcola contributi e sanzioni. Più diffuso il fenomeno per i geometri, con 10.334 professionisti su 89.600 che non hanno dichiarato redditi. Si tratta dell’11,5% del totale. Il dato, parziale, è calcolato al 15 dicembre 2016 e andrà poi a recepire le dichiarazioni in corso d’anno, tramite il ravvedimento operoso, da parte dell’Agenzia delle entrate. I geometri, infatti non dichiarano direttamente alla Cipag e sono tenuti alla compilazione del quadro RR del modello Unico. Dal 1° gennaio 2015 vengono applicate le sanzioni per omessa presentazione del quadro RR, pari al 30% del contributo minimo soggettivo dell’anno di dichiarazione. Per il 2016, la sanzione è pari a 900 euro per l’iscritto ordinario e sono previste agevolazioni per i neoiscritti. Su 174.999 ingegneri e architetti iscritti a Inarcassa, invece, il 5,6% non ha presentato la dichiarazione dei redditi entro il 31 ottobre. La sanzione per omessa o ritardata dichiarazione è pari a 115 euro, che non viene applicata se i contributi vengono pagati correttamente entro i termini previsti e la comunicazione dei redditi è presentata entro il 31 dicembre.

Il fenomeno risulta più diffuso e in crescita, infine, per i ragionieri. Il 13,6% degli iscritti alla Cassa non ha inviato i redditi entro il 31 luglio. La sanzione massima prevista è di 300 euro e scatta oltre l’anno di ritardo.

Gabriele Ventura

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