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Per le cartelle fiscali nuovo stop di un mese

Potrebbe arrivare in extremis un ulteriore stop di un mese alla partenza delle 50 milioni di cartelle e pignoramenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e da quella della Riscossione. Il provvedimento potrebbe trovare spazio nel Consiglio dei ministri di oggi, convocato per sbrigare misure urgenti, o slittare a fine settimana. Si affievoliscono invece le speranze dell’esecutivo di varare il decreto Ristori in piena crisi di governo.
Il congelamento, oggetto di trattative fino a notte fonda, riguarda una immensa mole di notifiche che vanno dal pagamento di cartelle esattoriali, multe, avvisi di accertamento e pignoramenti e sui quali è necessario intervenire per evitare un impatto a “valanga” sui contribuenti. La bolla, come è noto, si è venuta formando lo scorso anno quando, sotto l’emergenza Covid, sono state via via congelate tutte notifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate. «Stiamo lavorando a uno scaglionamento degli invii delle cartelle dell’Agenzia della Riscossione e degli atti dell’Agenzia delle Entrate, che li diluisca in un periodo di tempo più lungo per alleggerire la pressione sui contribuenti ed evitare l’affollamento degli uffici», ha detto ieri il ministro dell’Economia Gualtieri. «Inoltre – ha aggiunto – pensiamo ad una riduzione degli importi di alcuni atti delle Entrate per i soggetti che abbiano subito un calo del fatturato per effetto della pandemia. Sono elementi del provvedimento che stiamo facendo, anche consapevoli della scadenza del primo febbraio».
La viceministra dell’Economia Laura Castelli chiede invece una misura tampone immediata con un rinvio di un mese della spedizione delle notifiche e un intervento successivo generalizzato di sconto sugli importi degli avvisi o delle cartelle e non limitato solo a chi perde il fatturato. I Cinque Stelle sostengono infatti che la selezione in base al fatturato investirebbe solo il 20 per cento della platea dei contribuenti cui sono destinate le cartelle, cioè le partite Iva, mentre molti provvedimenti riguardano tasse locali o multe e arriveranno anche a singoli cittadini.
Non è escluso che dopo il possibile stop di febbraio venga introdotto anche con uno sconto sugli accertamenti e sugli avvisi bonari attraverso un azzeramento o riduzione delle sanzioni fin dalla spedizione delle notifiche. Cosa che invece non sarà possibile per le cartelle: per queste bisognerà attendere l’invio e poi procedere alla rottamazione ma in questo modo non si eviterebbe l’ingorgo della spedizione.
Quanto al nuovo congelamento si tratterebbe già del secondo di quest’anno. Come si ricorderà all’inizio di gennaio scattò l’allarme: un invio di circa 4 milioni di raccomandate al mese avrebbe creato un ingorgo negli uffici e provocato anche difficoltà di carattere sanitario e di ordine pubblico. Così il governo lo scorso 15 gennaio ha decretato un congelamento- tampone degli invii fino al 1° febbraio, cioè lunedì prossimo. L’allarme resta quello di due settimane fa e dunque ecco la necessità di intervenire.
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