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Le buone cedole bussano allo sportello

La riscossa finanziaria del settore bancario passa anche attraverso le obbligazioni delle aziende di credito. Un arcipelago di titoli molto articolato, che comprende emissioni classificate «senior» — che godono di garanzia assoluta di rimborso — e titoli del debito «subordinato», caratterizzati da restrizioni come il possibile rinvio o annullamento del pagamento della cedola (evento peraltro quanto mai raro).
Sotto la lente
«Tutto il segmento dei corporate bond bancari è in grande movimento dopo la definizione del piano di acquisto dei titoli governativi di breve termine deciso dalla Bce e l’imminente azione di ricapitalizzazione delle banche spagnole», spiega Antonio Mauceri, amministratore delegato di Augustum Opus Sim, una società indipendente di gestione del risparmio. Non a caso l’indice Iboxx Financial dei corporate bond bancari europei segnala un progresso da inzio anno ad oggi del 12,5%, un valore medio che «nasconde» il rialzo ben più corposo delle emissioni delle banche italiane e dei paesi periferici.
«A questo punto, anche in seguito alle decisioni della corte costituzionale tedesca in merito ai piani di salvataggio dell’euro, è possibile che i bond bancari di paesi come l’Italia e la Spagna possano continuare il loro trend di rivalutazione», aggiunge Mauceri.
Ad oggi i titoli «senior» (vedi tabella) offrono rendimenti compresi fra il 3,48% del bond della Popolare di Milano rimborsabile nell’aprile del 2013, fino al 5,79% del titolo della Popolare di Vicenza in scadenza nel febbraio del 2015.
In pratica i rendimenti sono di un punto un punto e mezzo percentuale superiori rispetto ai Btp del Tesoro italiano di pari scadenza.
Subordinate perpetual
Ben più corpose le cedole pagate dalle emissioni «subordinate». Una categoria generalmente tenuta d’occhio soprattutto dagli investitori istituzionali, ma che può trovare una collocazione anche nei portafogli obbligazionari di privati con elevate disponibilità economiche, quindi in grado di diversificare al meglio le scelte. I tagli minimi di questi titoli, infatti, sono quasi sempre di 50 o di 100mila euro, a differenza delle emissioni «senior» tra cui è ancora possibile individuare prestiti con soglie minime di accesso di mille euro.
«Quando si ha a che fare con i titoli del debito “subordinato” i rendimenti possono salire anche al 6-7% per scadenze intorno ai cinque anni. Tuttavia vi sono casi eccezionali, come quello delle cosiddette “perpetuità”, titoli senza limiti di durata di vita o con scadenza molto lunga — ma che spesso vengono “richiamati” anticipatamente attraverso l’esercizio di una opzione “call” — che presentano cedole di rilevanza eccezionale», continua Mauceri.
Tra le emissioni di questo tipo, il bond di Intesa Sanpaolo con scadenza maggio 2018 e richiamabile nel maggio 2013 presenta un rendimento a scadenza del 3,87%; tuttavia se verrà esercitata l’opzione del richiamo anticipato al 2013 il rendimento schizza addirittura a un 14,84%.
Esempi di questo tipo sono numerosi e vanno studiati caso per caso perché ogni emissione ha una propria struttura unica e non riconducibile a una tipologia predefinita.
Per rimanere sulle «perpetuità» e sui titoli a lunga scadenza i gestori di Augustum Opus Sim giudicano molto interessanti le due emissioni di Generali con scadenza luglio 2042 (ma «richiamabile» nel luglio del 2022) e la «perpetuità» richiamabile nel giugno del 2016.
Le cedole correnti di questi due titoli, in caso di esercizio dell’opzione, sono rispettivamente dell’8,82% e del 13,2%. «È molto raro che l’opzione non venga esercitata, e in genere, nel caso in cui non lo fosse, l’emittente adegua il meccanismo di pagamento della cedola e il rendimento ai tassi correnti di mercato», osserva Mauceri.
Titoli bancari «senior» e emissioni «subordinate» appartengono in ogni caso a profili di rischio molto diversi e un privato investitore farebbe meglio a concentrarsi sulle emissioni ad alta sicurezza.
«Solo in caso di patrimoni di elevato ammontare si potrebbe optare per una diversificazione fatta per due terzi di obbligazioni “senior” e per un terzo di titoli “subordinati”», conclude Mauceri.

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