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Le borse Ue partono positive

Prima seduta della settimana sopra la parità per le borse europee, con Milano più debole degli altri listini. Il Ftse Mib è salito dello 0,05% a 17.064 punti. In progresso Parigi (+0,65%), Francoforte (+0,47%) e Londra (+0,45%). A New York, dopo una partenza all’insegna di forti vendite, gli indici viaggiavano a due velocità, con il Dow Jones in calo dello 0,84% e il Nasdaq +0,27%.

I mercati, da un lato, hanno beneficiato delle prospettive di riapertura delle attività economiche e, dall’altro, sono stati penalizzati dal crollo delle quotazioni petrolifere (si veda box). Intanto è emerso che da inizio anno il mercato Aim ha registrato una flessione del 13%, meno marcata rispetto sia al Ftse Small Cap (-24%) sia al Ftse Mid Cap (-25%).

Lo spread Btp-Bund ha chiuso in forte allargamento a 239 dopo avere toccato quota 248 in attesa del Consiglio europeo di giovedì e della decisione di S&P sul rating dell’Italia il giorno successivo. Il rendimento del decennale italiano si è spinto brevemente sopra il 2%.

Nel frattempo il Tesoro ha affidato a un gruppo di banche il mandato per un’emissione su due linee mediante sindacato. Si tratta di un nuovo Btp benchmark a cinque anni e di una tranche di trentennali. «La discussione sugli eurobond al vertice Ue domina la settimana, ma vediamo ancora improbabili emissioni comuni», osserva Rainer Guntermann, strategist obbligazionario di Commerzbank. «Ciò rende vulnerabili gli spread dei titoli di stato dell’Eurozona perché anche le revisioni di rating, potenzialmente sfavorevoli, si avvicinano e i dati probabilmente confermeranno una forte recessione».

A piazza Affari ben comprata Diasorin (+6,23%), dopo che il nuovo test sierologico per rilevare la presenza di anticorpi nei pazienti infettati dal coronavirus ha ottenuto il marchio Ce ed è pronto per essere sottoposto all’authority sanitaria Usa. Toniche anche Amplifon (+10,80%), Atlantia (+3,77%) e Moncler (+2,11%). Denaro sugli industriali Pirelli (+3,34%), Cnh I. (+3,01%), Buzzi Unicem (+3,66%) e Fiat Chrysler (+1,48%), mentre hanno perso terreno Stm (-1,36%), Prysmian (-1,30%) e Leonardo (-1,29%).

In territorio positivo il comparto bancario: bene Ubi (+1,29%), Mediobanca (+1,24%), Unicredit (+0,50%), Intesa Sanpaolo (+0,49%), Bper (+0,09%) e Banco Bpm (+0,04%). Il calo del petrolio ha penalizzato Eni (-1,78%) e Tenaris (-0,59%), mentre si è mossa in controtendenza Saipem (+1,42%), su cui Banca Akros ha confermato il rating buy (prezzo obiettivo a 4,50 euro). Giù Campari (-3,17%) e Ferrari (-2,02%), che hanno staccato la cedola, seguite da Terna (-2,44%) e Nexi (-1,93%). In gran spolvero Juventus (+12,87%) grazie alla possibilità che il Campionato di Serie A possa ripartire.

Tra le mid cap, su di giri Sogefi (+9,03%) dopo i conti del primo trimestre, Fila (+7,04%), Ima (+5,11%) e Fincantieri (+4,57%), mentre hanno sofferto Cir (-5,26%), Marr (-3,72%), doValue (-3,58%) e Astaldi (-3,30%). Acquisti su Saras (+1,04%) e soprattutto su Giglio Group (+17,81%, articolo a pagina 23).

Nei cambi, l’euro è terminato a 1,0870 dollari dopo essersi avvicinato a 1,09.

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