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Le Borse «tengono» dopo la grande paura

Alla fine è andata esattamente come 11 mesi fa. Le Borse europee hanno respinto gli attentati terroristici e il tasso di paura che tendono fisiologicamente ad elevare, chiudendo praticamente invariate. Il 7 gennaio, dopo l’attacco alla redazione del giornale parigino Charlie Hebdo le Borse europee guadagnarono lo 0,4%. Ieri, all’indomani (finanziario) della strage di “venerdì 13”, i listini del Vecchio Continente hanno terminato gli scambi in linea con i valori della vigilia. L’Eurostoxx 50 ha ceduto lo 0,11%, la Borsa di Parigi lo 0,08%. Poco sopra la parità (+0,05%) Francoforte mentre Piazza Affari ha perso lo 0,14%. Briciole, insomma a confronto di alcune previsioni ben peggiori. Ben intonata Wall Street che ha beneficiato della parole dell’ “oracolo di Omaha”, Warren Buffett, secondo cui «non bisogna vendere le azioni dopo gli attacchi di Parigi».
In una giornata complessivamente poco mossa, non sono mancati gli effetti da “flight to quality” (fuga verso la qualità) con acquisti nella prima parte della mattina su oro e, nel pomeriggio ,sui titoli di Stato Usa, così come sui bond biennali di Germania, Francia e Belgio, considerati tra i più sicuri dell’area euro.
In Borsa la mattinata era iniziata male con un calo di un punto ma poi è bastata mezz’ora per capire che tra gli investitori non serpeggiava il panico, con gli indici che si sono riportati in parità. Certo, sui listini sono stati venduti i titoli dei trasporti e del lusso (quelli che potrebbero risentire in prima linea di un calo del turismo dopo i recenti fatti) ma nessun panico da “venerdì 13”, il cui paragone, perlomeno finanziario, con l’ “11 settembre” a questo punto non può reggere. La reazione è stata assai diversa rispetto alla strage delle Torri Gemelle, quando le autorità Usa decisero di non far aprire Wall Street (restò chiusa fino al 17 settembre, giorno in cui aprì e cedette il 4,9% per poi arrivare a un parziale di -11% il 21 settembre) e quando lo Stoxx 600 cedette a caldo il 6,2%.
I mercati hanno retto ma non ci stati veri compratori, piuttosto operatori che hanno chiuso operazioni short. Alla luce di ciò non è quindi da escludere un po’ di turbolenza nelle prossime sedute.
C’è da dire che gli attentati in Francia sono avvenuti a mercati chiusi e quindi gli investitori hanno avuto il week end per metabolizzarne le implicazioni. L’attentato al World Trade Center avvenne invece in un’ordinaria mattina in cui i mercati (a parte Wall Street che restò chiusa) erano già aperti.
Secondo i primi report delle banche d’affari fioccati in giornata, poi, non c’è dubbio che il “venerdì 13” possa alimentare il risk-off (avversione al rischio) nel breve. Ma gli esperti sottolineano che questo accadimento potrebbe stimolare la Bce ad annunciare già il 3 dicembre prossimo – quando si riunirà il direttivo – un potenziamento del quantitative easing lanciato a marzo che prevede ora l’acquisto di titoli per 60 miliardi al mese, fino a settembre 2016.
I mercati scontano già un taglio del tasso sui depositi (quello che la Bce “dovrebbe” pagare alle banche che vi parcheggiano la liquidità, il condizionale è d’obbligo visto che al momento, essendo questo tasso negativo e cioè pari a -0,2%, sono le banche a pagare difatti una commissione alla Bce per depositarvi la liquidità). Questo potrebbe essere portato a -0,3% . Così “pensano” i mercati a giudicare dall’andamento dei tassi tedeschi a due anni (gli Schatz) scesi a -0,37% e dalla continua caduta dell’Euribor (-0,139% l’indice mensile). E come dimostra l’euro che ieri ha continuato a indebolirsi sul dollaro scendendo sotto 1,07 dollari (tranquillo invece lo spread BTp-Bund poco sopra i 100 punti).
A questo punto i mercati si aspettano qualcosa in più dalla Bce: un’estensione dell’importo per acquistare titoli (secondo Bofa estenderà l’importo a 70 miliardi e fino a settembre 2017), oltreché?un’estensione, magari con l’aggettivo “illimitato” del piano di stimoli. Ecco perché l’effetto risk-off portato dalla strage di venerdì è stato neutralizzato.
Senza dimenticare le statistiche. Wall Street recuperò in un mese il -11% accusato dopo le Torri Gemelle. Un mese fu sufficiente alla Borsa di Giacarta per annullare il -10% successivo all’esplosione di una bomba in un night club a Bali che costò la vita a oltre 200 persone. E un mese bastò anche alla Borsa di Madrid per tornare in rialzo dopo il terribile attentato di Madrid del 2004 in cui persero la vita 192 persone. A Londra invece- dopo le bombe su metro e autobus nel luglio 2005 – ci volle una settimana per ritornare positiva. Adesso, con il «Qe2» alle porte e l’intensificazione degli scambi algoritmici, i tempi si sono accorciati. Ieri è bastata appena mezz’ora per azzerare le perdite.

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