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Le borse restano positive

Continua la serie positiva delle borse europee, che hanno reagito favorevolmente al discorso di Mario Draghi (si veda articolo alla pagina precedente). A Milano il Ftse Mib ha guadagnato l’1,64% a 18.427 punti. Nel resto del continente bene Francoforte (+1,75%), Parigi (+0,87%) e Londra (+0,42%).

A New York gli indici viaggiavano sopra la parità, con il Dow Jones in progresso dello 0,47% e il Nasdaq dello 0,51%. Lo spread fra Btp decennali e Bund tedeschi è sceso di otto punti a 148.

A Piazza Affari nuovamente in luce le banche: B.P. Milano +10,09%, B. Popolare +9,75%, B. Mps +4,11%, Ubi B. +3,38%, Intesa Sanpaolo +3,36%, Unicredit +2,98%, Mediobanca +2,76%, Bper +1,44%. Ben comprata Generali (+4,58% a 14,4 euro): in un report sul comparto assicurativo Jefferies ha alzato il prezzo obiettivo da 11,9 a 13,3 euro confermando la raccomandazione hold. Lettera, invece, su Saipem (-1,94%), che secondo un gestore ha visto qualche presa di profitto dopo la recente performance positiva.

Nel resto del listino debole B. Stabili (-0,19%), finita sotto i riflettori degli analisti dopo l’acquisto del controllo di Revalo, società di gestione di patrimoni immobiliari. In lieve calo anche Safilo G. (-0,37% a 8,1 euro): Banca Imi ha abbassato la raccomandazione a hold, con il prezzo obiettivo che scende da 10,5 euro a 8 euro.

Forti vendite su Amplifon (-5,99%). Ciononostante, un analista ha segnalato che la Food and Drug Administration, l’authority alimentare Usa, ha pubblicato un documento dal quale emerge che non intende imporre l’obbligo di una valutazione medica prima di ottenere un apparecchio acustico. La direttiva è immediatamente efficace e dovrebbe facilitare l’accesso agli apparecchi, potenzialmente aprendo nuovi canali distributivi.

Nei cambi, l’euro ha vissuto una seduta in altalena dopo gli annunci della Bce e l’intervento di Draghi. La moneta unica è schizzata a 1,0877 contro il dollaro sull’annuncio del prolungamento del Qe fino a dicembre, per poi scendere a 1,0748 quando l’Eurotower ha precisato che l’entità degli acquisti sarà ridotta a 60 miliardi di euro al mese. Successivamente l’euro è calato ancora, fin sotto quota 1,07 per chiudere a 1,0640 dopo che Draghi ha riferito che la Bce non ha mai preso in considerazione l’ipotesi del tapering.

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