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Le borse restano nervose

Altra seduta in leggero calo per le borse europee, tranne quella tedesca che ha resistito alle vendite. Prevale ancora, specialmente a Wall Street, il nervosismo per la guerra verbale fra Corea del Nord e Stati Uniti. Al centro resta anche l’attesa per la riunione della Bce in calendario domani, dalla quale gli operatori si aspettano qualche indicazione sulle prossime mosse di politica monetaria.

A livello macroeconomico, in Europa i dati continuano a dipingere un quadro incoraggiante: l’indice Pmi (direttori acquisti) composito definitivo di agosto si è attestato a 55,7 punti, invariato rispetto al mese precedente, e l’indice relativo al settore dei servizi è risultato pari a 54,7.

A Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,24% a 21.737 punti.
In discesa anche Londra (-0,52%) e Parigi (-0,34%), mentre Francoforte ha messo a segno un progresso dello 0,18%. Negli Usa il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in ribasso rispettivamente dell’1,06 e dell’1,33%. Lo spread Btp-Bund è sceso leggermente a 166.

A Piazza Affari in evidenza il comparto oil & gas, finito sotto i riflettori in occasione della Barclays Ceo Energy Power Conference che si svolge in questi giorni a New York: Tenaris ha guadagnato il 3,26%, Saipem il 3,17% ed Eni lo 0,45%. Bene anche Snam (+1,27% a 4,134 euro), sostenuta dal miglioramento assegnato da Rbc a outperform, con il prezzo obiettivo che sale da 4,25 a 4,75 euro: per gli esperti la società potrebbe incrementare le linee guida. La stessa casa d’affari ha ridotto il rating su Enel (+0,10% a 5,115 euro) a sector perform, con il target price in salita da 4,75 a 5,50 euro, mentre su Italgas ha aumentato l’obiettivo da 4,25 a 4,50 euro (underperform).

Ben comprata YNap (+1,90%), che ha confermato gli obiettivi del piano al 2020. Moncler (+0,71% a 24,18 euro) è stata confermata tra le azioni preferite da Equita sim (buy, target a 25,8 euro). Lettera, invece, su Telecom Italia (-0,57%): Mediobanca Securities, che ha ribadito la raccomandazione outperform, ritiene che le questioni sulla governance e il tema della separazione della rete stiano distogliendo l’attenzione dai solidi fondamentali del gruppo.

Nel resto del listino giù Inwit (-2,93%). In gran spolvero Emak (+6,54%), che nelle ultime due sedute ha guadagnato circa dieci punti percentuali.

Nei cambi, chiusura in rialzo per l’euro a 1,1923 dollari, mentre la moneta unica è arretrata sullo yen a 129,79.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in progresso di oltre un dollaro, con il Brent a 53,49 dollari e il Wti a 48,79. Continua il momento magico dell’oro, premiato dall’avversione al rischio: il metallo giallo avanzava di quasi 2 dollari a 1.336.

Massimo Galli

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