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Le borse restano deboli

Le borse europee hanno chiuso deboli una seduta caratterizzata dall’attesa del direttivo della Bce di giovedì. Se da un lato il presidente Mario Draghi dovrebbe mantenersi cauto per non innervosire i mercati, dall’altro potrebbe iniziare a inviare qualche segnale più concreto sul tapering, la riduzione degli stimoli monetari: un annuncio che molti analisti si aspettano in settembre.

A Milano il Ftse Mib è terminato poco sotto la parità (-0,03% a 21.484 punti). Nel resto del continente hanno perso terreno Francoforte (-0,35%) e Parigi (-0,10%), mentre Londra ha guadagnato lo 0,35%. A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in lieve progresso rispettivamente dello 0,04 e dello 0,11%. Lo spread Btp-Bund è sceso a 171,500.

A piazza Affari YNap si è messo in evidenza con un rialzo del 3,02% a 26,59 euro: secondo un analista il titolo rimane sostenuto dalle buone attese per i risultati trimestrali. Nel lusso in progresso anche S.Ferragamo (+1,88%). Telecom Italia (+1,24%) ha recuperato terreno in un contesto nel quale gli osservatori restano positivi e il mercato attende novità sul fronte della governance e dei conti. Acquisti anche su Prysmian (+1,33% a 27,43 euro) che ha una nuova opportunità in ambito m&a: Equita sim (hold, prezzo obiettivo 27 euro) evidenzia che General Cable è in vendita e che Prysmian potrebbe valutare il dossier. Invariata Stm a 13,86 euro: Credit Suisse ha ridotto il target price da 15,5 a 14,5 euro. Un livello che resta comunque al di sopra degli attuali prezzi di borsa

Nel resto del listino in luce Sias (+1,75%) e Astm (+2,06%). Bene anche Salini Impregilo (+2,07%) dopo che la controllata Lane si è aggiudicata un contratto negli Stati Uniti. Ancora in gran spolvero doBank: il titolo, dopo il +13,89% di venerdì al debutto, è salito del 6,34% a 10,90 euro.

Nei cambi, l’euro ha chiuso stabile a 1,1469 dollari dopo avere toccato un minimo di 1,1435 e un massimo di 1,1487. La moneta unica si è rafforzata nei confronti dello yen a 129,35.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in calo di circa 30 centesimi, con il Brent a 48,67 dollari e il Wti a 46,23. L’oro guadagnava oltre 5 dollari a 1.234.

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