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Le Borse in Europa si confermano più deboli

di Alessandro Chini e Alessandro Magagnoli

Il consuntivo 2011 diffuso da Borsa Italiana evidenzia un boom di strumenti quotati tra Etf ed Etc e la fotografia degli Etf più liquidi mostra come il mercato abbia puntato negli ultimi mesi sul ribasso delle Borse europee e sul rialzo di quelle Usa. Cosa succederà ora?
Nel caso del mercato italiano, per esempio, l'indice Ftse Mib si muove dai minimi di fine novembre all'interno di una fase sostanzialmente laterale dopo aver fallito a fine ottobre il superamento della resistenza dei 17.000 punti, quota coincidente con il 38,2% di ritracciamento del ribasso originato dal picco di febbraio 2011. Questo riferimento, ricavato dalla successione di Fibonacci, si dimostra spesso significativo, alla pari del successivo (il 50%) nel discriminare tra movimenti di sola correzione e reali tentativi di inversione di trend. Finchè il Ftse Mib non sarà al di sopra dei 17.000 punti sarà quindi pericoloso sponsorizzare per l'indice e strumenti a esso correlati uno scenario rialzista che non sia limitato a movimenti di breve termine. Al contrario discese al di sotto di area 14.000 sarebbero un forte indizio in favore della ripresa del downtrend che ha caratterizzato la maggior parte del 2011. Oltre 17.000, target a 18.300 punti.
Anche nel caso del Dax i recenti tentativi di rialzo, che pur hanno avuto il merito di allontanare le quotazioni dai minimi annuali toccati in area 4.965, non sono per il momento stati abbastanza ampi da cancellare il rischio di nuovi ribassi. La rottura in area 6.430 del top di fine ottobre e della media mobile a 200 giorni fornirebbe segnali convincenti per un'estensione del rialzo che in quel caso potrebbe ambire al recupero dei massimi di maggio 2011 a 7.600 (resistenza intermedia a 6.843, gap ribassista del 3 agosto). La violazione a 5.570 della linea che sale dai minimi di settembre farebbe invece temere non solo il ritorno su quei livelli, a 4.965, ma anche ulteriori approfondimenti fino in area 4.600 almeno.
Sul fronte degli indici Usa è invece possibile nutrire ragionevoli speranze di rialzo. Sia il Nasdaq 100 sia l'S&P 500 sono a contatto con la media mobile a 200 sedute e non troppo distanti dai massimi estivi, resistenze oltre le quali le attese di crescita troverebbero nuove conferme. Nel caso del Nasdaq 100, la rottura di area 2.440 aprirebbe la strada a movimenti verso i 2.750 punti almeno; per l' S&P 500 la resistenza chiave si colloca invece in area 1.370, oltre la quale il target sarebbe posto a 1.500 circa. Solo discese sotto 2.140 sarebbero motivo di preoccupazione per le prospettive del Nasdaq, mentre per l'S&P 500 la soglia critica si colloca a 1.115 punti. Ma il risparmiatore europeo dovrà però tenere sotto controllo l'andamento del cambio. E le prospettive sono per il momento in favore di un rafforzamento della moneta Usa rispetto all'euro.

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