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Le borse falliscono il rimbalzo

Non è riuscito il rimbalzo a Piazza Affari. La borsa milanese, dopo una partenza in progresso, ha invertito la rotta e, assieme agli altri listini europei, complici i ribassi a Wall Street, è stata nuovamente colpita dalle vendite. Sui mercati resta la paura per l’impatto del coronavirus sull’economia. Il Ftse Mib, al termine di una seduta molto volatile, ha perso l’1,44% a 23.090 punti, tornando sui livelli di inizio dicembre. Hanno fatto peggio Parigi e Londra, entrambe in calo dell’1,94%, e Francoforte (-1,88%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq cedevano rispettivamente l’1,91 e l’1,64%.

L’avversione al rischio è tornata a dominare anche l’umore degli investitori obbligazionari. I rendimenti dei titoli di stato dell’Eurozona viaggiavano ancora in flessione. Ha fatto eccezione il decennale italiano, con il rendimento in rialzo allo 0,98% e lo spread a 149 (+4 punti). Secondo Tim Graf, esperto di State Street, l’accelerazione dei rendimenti non rappresenta un movimento drammatico per i Btp, ma è soltanto un riprezzamento dei bond da parte degli investitori, che stanno includendo nelle loro valutazioni un fattore di rischio che prima non era presente: «È ragionevole che i timori sulla diffusione dell’epidemia in un paese europeo richiedano un riprezzamento».

Il coronavirus rende un’altra recessione in Italia più probabile. «Ci sarà senza dubbio un colpo all’economia italiana», afferma Jack Allen-Reynolds, economista europeo senior di Capital Economics, «perché le autorità hanno risposto con forza ed è questa risposta, piuttosto che la malattia stessa, a ridurre l’attività economica». Intanto il rendimento del Bund è sceso sotto -0,50% per la prima volta da ottobre.

A Piazza Affari, tra gli industriali, ha brillato Cnh Industrial (+2,94%), mentre hanno chiuso in negativo Buzzi Unicem (-3,50%), Leonardo (-2,82%), Pirelli (-2,20%), Prysmian (-1,77%), Stm (-0,76%) e Fiat Chrysler (-0,72%). È arrivato il rimbalzo nel settore del lusso dopo il crollo di lunedì: Tod’s ha guadagnato il 3,79% e S.Ferragamo lo 0,41%. Ancora in rosso, invece, B.Cucinelli (-5,35%).

Contrastati i titoli bancari. Ben comprata Mps (+2,70%) e poco sopra la parità Bper (+0,10%), mentre hanno perso terreno Banco Bpm (-4,05%), Intesa Sanpaolo (-1,96%), Unicredit (-1,80%) e Ubi (-0,94%). In calo frazionale A2A (-0,72%) e pesante Enel (-2,80%). Giù anche Saipem (-1,15%), su cui Banca Imi ha ribadito il rating buy e il prezzo obiettivo a 5,90 euro in attesa dei risultati 2019. Lettera su Diasorin (-3,89%), Amplifon (-3,68%) e Poste italiane (-1,52%).

Nel risparmio gestito forti vendite hanno colpito Finecobank (-2,64%), Banca Generali (-2,30%), Anima H. (-2,89%) e Azimut H. (-1,16%). Tra le mid cap in luce A.Bologna (+4,69%), Astaldi (+4,42%), Garofalo (+2,11%) e Salini Impregilo (+4,06%). Giù Technogym (-4,79%), Cir (-3,96%), Astm (-2,43%) e Sogefi (-1,42%).

Nei cambi, l’euro è terminato in progresso sul dollaro a 1,0867, sui massimi di seduta. Per le materie prime, quotazioni petrolifere ancora in discesa di circa 80 centesimi, con il Brent a 55,55 dollari e il Wti a 50,60. Forti prese di profitto sull’oro dopo il balzo di lunedì: il metallo giallo cedeva 27 dollari a 1.648.

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