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Le Borse falliscono il rimbalzo

Dopo il lunedì nero arriva un martedì «elettrico» sui mercati finanziari europei con volatilità alle stelle. Nel corso della seduta i principali indici azionari hanno ballato inseguendo ridondanti e anche contradditorie dichiarazioni politiche arrivate dagli addetti ai lavori, più o meno impegnati nel tentativo di risolvere l’impasse in cui Atene pare essersi infilata e che con ogni probabilità la porterà al referendum di domenica prossima con un livello di incertezza massimo, dato che non vi sono sondaggi credibili elaborati prima che il premier Tsipras si si pronunciasse lunedì a favore del «no».
Piazza Affari è arrivata a guadagnare oltre un punto percentuale per poi chiudere la seduta con un calo dello 0,48%, mentre Francoforte ha ceduto l’1,25%, Parigi l’1,63% per una media europea (indice Eurostoxx 50) a -1,29%. Il momento di massimo entusiasmo è coinciso quando sono trapelate indiscrezioni su una riapertura delle trattative tra Atene e i creditori nell’ultimo giornata disponibile per evitare di andare in default, oppure come precisa il Fondo monetario internazionale, «in arretrato» rispetto a una rata da 1,6 miliardi dovuta da Atene all’istituto di Washington. Lo stesso premier greco ha confermato la riapertura delle trattative inviando una contro-proposta all’«ex-Troika» nella quale ha chiesto l’appoggio per due anni del nuovo fondo salva-Stati (Esm) per sostenere Atene e una contestuale ristrutturazione del debito. È stato il secondo colpo di scena di Tsipras in una settimana con cui il premier greco ha provato a rimettere sul piatto il punto a cui tiene di più: il taglio del debito. L’entusiasmo si è poi sgonfiato nel finale di contrattazioni quando la cancelliera tedesca Angela Merkel (probabilmente in difesa dell’opinione prevalente dei suoi elettori) ha indicato che non è possibile considerare un nuovo piano di salvataggio prima del referendum. È stato poi tutto rimandato a un Eurogruppo d’urgenza alle 19 (mercati chiusi). A quel punto gli investitori hanno preferito non sbilanciarsi (dopo le recenti scottature e i colpi di teatro di questa infinita partita a poker tra Tsipras e Bruxelles) evitando di puntare su un’intesa.
Allo stesso tempo si è concluso il bilancio del primo semestre per le Borse. Nonostante tutto Piazza Affari conferma la maglia rosa continentale (Ftse Mib a +18%) tallonata dal Portogallo (+16%). Più distante l’altro listino della periferia dell’area euro (Madrid, +4,7%). Resistono a doppia cifra Francoforte (+11,5%) e Parigi (+12%).
Wall Street viaggia con una performance piatta (+0,18%) in dollari ma balza a+ 9% se convertita in euro. L’economia Usa continua a dare segnali di forza: l’indice sulla fiducia dei consumatori è salito in giugno sui massimi da gennaio a 101,4 da 94,6 di maggio, molto più delle attese (97,4). Altro dato che prepara il terreno a un rialzo dei tassi negli Usa entro la fine dell’anno. Non a caso il dollaro si è rafforzato sull’euro che è scivolato a 1,114, proprio dopo la pubblicazione dell’indice. Ma al momento il focus, anche a Wall Street, resta puntato su Atene. Fino a che non verrà risolta, nel bene o nel male la questione greca, i mercati saranno distratti da possibili scie di contagio, la volatilità resterà elevata e i fondamentali macroeconomici (inflazione, crescita, produttività, consumi e compagnia bella) finiranno in secondo piano.

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