Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le Borse credono alla ripresa europea

ROMA — Arrivano le prime luci nel buio della recessione. S’accende la fiammella della speranza che porta alla ripresa. E ancora una volta è il cosiddetto indice Pmi, il più importante tra quelli usati dalle autorità monetarie per scrutare le aspettative, a segnare il mutamento di clima con un rialzo ad agosto superiore alle attese: quota 51.4 per la Ue, quota 51,3 per l’Italia, il massimo da 27 mesi. Le Borse brindano, galvanizzate anche dal rinvio dell’attacco in Siria e dalla crescita oltre le attese dell’economia cinese mentre l’Ocse conferma una «modesta ripresa» per la fine del 2013.
L’indice Pmi (Purchasing managers’ index) viene tenuto d’occhio sistematicamente dalla Bce come dalla Banca d’Italia e dal Tesoro per interpretare lo stato d’animo dei manager e dunque per capire dove soffia il vento. Il ministro Saccomanni già a metà luglio diceva di intravedere una «luce in fondo al tunnel» e che non si trattava «di un treno che ci viene incontro» bensì appunto di questo parametro che finalmente cambiava segno avvicinandosi allo spartiacque di quota 50, il livello-spia dello stato di salute dell’economia. L’indice infatti incorpora una regoletta: quando è sotto quota 50 significa recessione, se è sopra ripresa. Ebbene, adesso, è oltre il limite, per l’Europa come per l’Italia e non a caso le Borse non lo trascurano affatto. Anche in Cina vola ai massimi da 16 mesi (quota 51) e perfino in Grecia, dove raggiunge il livello più alto dal 2009, sia pure ancora sotto il punto di svolta (48,7). La Germania invece accusa un lieve calo (51,8 da 52), invariata la Francia. Il rialzo generalizzato di tutti i listini si deve proprio al buon vento di questo indicatore oltre che agli sviluppi della questione Siria. Da Parigi a Francoforte, da Londra a Madrid ovunque compare il segno più. La Borsa di Milano chiude con un guadagno dell’1,84%. Anche lo spread è in ribasso: quello tra i titoli italiani e tedeschi chiude a 245.
La ripresa è arrivata, allora? E’ presto per dirlo. Come sempre, in questi casi la cautela è d’obbligo, se non altro perché il quadro tutto intorno resta cupo: l’occupazione e i salari nelle grandi imprese vanno ancora giù, per esempio. E poi, aziende in ginocchio, famiglie impoverite, giovani a spasso. Inoltre i segnali macro, se confermati, necessitano comunque di molto tempo per “trasmettersi2 all’economia reale. Eppure piano piano qualcosa cambia. Con il linguaggio dell’Ocse: l’economia europea «si sta stabilizzando » e i Paesi Ue hanno «iniziato un percorso» che li porterà quest’anno a una «modesta ripresa ». Come l’Ocse la pensano i principali osservatori italiani e internazionali. E’ assai probabile che ne discuteranno in settimana a San Pietroburgo anche i capi di stato e di governo del G20.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa