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Le Borse credono al Fondo. E corrono

di Ivo Caizzi

STRASBURGO — La Commissione europea ha trovato un accordo per l'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie, che oggi dovrebbe essere completato e annunciato nell'Europarlamento nonostante l'opposizione della Gran Bretagna e degli Stati Uniti. A Strasburgo è in programma anche il voto sulle nuove regole di governance con sanzioni semiautomatiche per i Paesi con deficit o debito eccessivo. Ieri in Aula il presidente dell'Eurogruppo e premier lussemburghese, Jean-Claude Juncker, rispondendo agli eurodeputati, ha replicato con durezza alle critiche del presidente Usa Barack Obama e del suo segretario del Tesoro Timothy Geithner. Da Washington da giorni accusano l'Ue di muoversi troppo lentamente e di non impegnare abbastanza risorse per affrontare la crisi. Le Borse europee hanno comunque reagito bene allo scenario internazionale risalendo in modo netto con a Milano il Ftse Mib a +4,90%, Parigi a + 5,74%, Francoforte a +5,29% e Londra a +4,02%.

Sotto la pressione dell'Europarlamento, che lo accusa di aver fatto troppo poco contro la crisi e minaccia addirittura un voto di sfiducia, il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso ha accelerato nella riunione con i suoi commissari il via libera alla proposta di tassa sulle transazioni finanziarie. Intende annunciarla oggi nel suo discorso in aula sullo «Stato dell'Unione». Il compromesso ha concordato di tutelare i settori produttivi e di colpire principalmente la speculazione. Le aliquote dovrebbero essere abbassate rispetto alle ipotesi iniziali. Ieri circolavano lo 0,1% per le operazioni con azioni/obbligazioni e lo 0,05% per quelle sui derivati. Ma la trattativa potrebbe continuare fino a poco prima dell'annuncio ufficiale. Si tratta nell'ambito dei centesimi. L'introduzione sarebbe nel 2014. In questo modo non dovrebbero verificarsi fughe di capitali qualora questa derivazione della famosa Tobin tax dovesse essere applicata solo nell'Eurozona. La Francia, che è stata il principale promotore, ora ha l'appoggio della Germania. Anche Juncker, a nome dell'Eurogruppo, ha espresso parere favorevole perché la tassa antispeculazione dovrebbe portare miliardi freschi nelle casse dei Paesi membri in difficoltà. L'obiettivo è convincere nel prossimo G20 gli altri principali Paesi (soprattutto gli Stati Uniti) ad applicarla a livello mondiale.

Ma questa proposta sembra destinata ad inasprire ulteriormente le polemiche con la Casa Bianca, che si oppone alla Tobin tax insieme al Regno Unito per tutelare le attività finanziarie di Wall Street e della City di Londra. La Commissione considera di procedere anche solo nell'Eurozona, se a Washington restassero negativi e critici verso Bruxelles. Juncker ha ammesso che l'Ue ha reagito alla crisi «con passo da lumaca». Ma ha detto «no alle lezioni che arrivano da oltreoceano». Il presidente dell'Eurogruppo ha aggiunto che «non sono stati i disoccupati greci a far fallire la Lehman, spesso si dimentica la vera origine della crisi attuale ed è scandaloso». Anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha replicato a Obama dichiarando che «i problemi dell'Europa non sono la causa di quelli americani» e respingendo le pressioni Usa per l'aumento del Fondo salva Stati perché «è un'idea stupida» e «metterebbe a rischio il rating dei Paesi Ue con tripla A». Nel frattempo però, secondo il «Financial Times», si è riaperto uno scontro fra governi europei sul sostegno ad Atene

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