Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Le Borse cadono sui venti di guerra

Lo «shock esogeno», la variabile che non ti aspetti e che spesso i gestori collocano fra gli elementi in grado di far cambiare l’inerzia sui mercati finanziari si materializza nel tardo pomeriggio con l’abbattimento del jet malese sui cieli di confine fra Ucraina e Russia, quando le contrattazioni sono ancora aperte in Europa, e lascia subito il segno. L’avversione al rischio la fa da padrone nelle scelte degli investitori, che ancora prima di capire l’origine dell’incidente aereo iniziano a vendere azioni per dirigersi verso i porti sicuri di sempre: Bund, Treasury e oro.
Così una giornata già caratterizzata da debolezza per le Borse europee diventa in pochi minuti da dimenticare: Milano chiude in calo del 2,21%, rimangiandosi due terzi del maxi-rimbalzo della vigilia, Parigi e Madrid cedono l’1,2%, Francoforte l’1,1 per cento. Arretra anche Wall Street, peraltro reduce dai record della vigilia, ma i movimenti più eclatanti si fanno in acquisto. L’oro balza d’improvviso oltre 1.320 dollari l’oncia per assestarsi poi poco più sotto (comunque in rialzo dell’1,3%); lo yen, ormai assurto a divisa rifugio, ricaccia indietro euro (a quota 137, minimi da febbraio) e biglietto verde; il rendimento dei titoli di Stato Usa decennali scende sotto la soglia del 2,5% e quello dei tedeschi scivola all’1,14%, toccando così nuovi minimi storici.
Non si fa in tempo a vedere, per la verità, quella fuga dai «periferici» che in tempi poi non così lontani avrebbe accompagnato fenomeni di «fly-to-quality». Lo spread fra BTp e Bund sale infatti leggermente (164 punti base), ma soltanto perché i bond tedeschi corrono di più: anzi, il rendimento del decennale italiano scende al 2,79%, e così avviene per la Spagna (2,63%) e per il Portogallo (3,68%). Ed è a suo modo un chiaro segnale di come il mercato non creda nel modo più assoluto a un contagio a livello europeo (né a livello nazionale) del caso Banco Espirito Santo, ieri di nuovo in difficoltà in Borsa (-8%).
Prima della notizia dell’incidente che ha coinvolto l’aereo della Malaysia Airlines la giornata era già di per sé caratterizzata da una certa tensione, che gli operatori tendevano ad addebitare proprio a una possibile escalation della crisi Mosca-Kiev dopo le sanzioni tributate dagli Stati Uniti e dall’Unione europea nei confronti di compagnie russe, principalmente banche, aziende del settore energetico e della difesa.
Non aveva giovato neanche l’avvio difficoltoso di Wall Street, frenata da un deludente dato sul settore immobiliare (a giugno i nuovi cantieri residenziali aperti sono stati 893mila, minimo da nove mesi e sotto le attese pari a 1,02 milioni di unità) giudicato evidentemente più importante sia del rialzo oltre le previsioni dell’indice Philadelphia Fed sull’attività manifatturiera nella regione (salito a 23,9 punti a luglio), sia delle ormai consuete «sorprese» positive dalle trimestrali societarie (ieri Microsoft e Jp Morgan Chase). Comunque vada, per Janet Yellen, chiamata fra non molto tempo a decidere sui tassi dei Fed Funds, sarà un bel rompicapo da risolvere. E al mercato l’incertezza non piace di certo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa