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Le black list diventano più leggere

Singapore, Emirati Arabi Uniti, Mauritius e Costarica totalmente fuori dalla black list italiana per l’indeducibilità dei costi. La Svizzera, invece, ci rimarrà soltanto per quanto riguarda le società non soggette alle imposte cantonali e municipali, come le holding, le ausiliarie e quelle di «domicilio». Sono le novità last minute della limatura dei decreti dell’Economia che riscrivono gli elenchi dei Paesi a fiscalità privilegiata sia per i limiti alla deducibilità dei costi sostenuti con operatori stranieri sia per la tassazione delle società controllate estere (Cfc).
L’arrivo delle nuove black list – in attuazione di quanto previsto dall’ultima legge di Stabilità – era stato annunciato da un comunicato del Mef lo scorso 1° aprile. Ma dei due decreti poi si sono perse le tracce. Già oggi, invece, potrebbe essere il giorno buono per la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» in versione rivista e corretta rispetto a quella firmata dal ministro, Pier Carlo Padoan, a fine marzo (si veda «Il Sole 24 Ore» del 2 aprile). Il provvedimento sulle Cfc resta quello già annunciato ed esclude Filippine, Malaysia e Singapore dall’elenco degli Stati ritenuti a rischio dal fisco italiano. In sostanza vengono esclusi questi tre Stati perché, oltre ad avere un accordo con l’Italia sullo scambio di informazioni, applicano un regime generale di imposizione non inferiore al 50% di quello applicato nel nostro Paese.
Le novità introdotte nell’operazione di «drafting» finale si concentrano tutte sull’elenco per l’indeducibilità dei costi. Rispetto alla prima versione, le modifiche incideranno sui tre articoli del Dm Finanze del 23 gennaio 2002. In particolare Emirati Arabi Uniti e Singapore vengono completamente cancellati dalla lista nera. Nel primo caso, infatti, l’esclusione dalla black list opera nella versione attualmente in vigore soltanto per le società petrolifere e petrolchimiche assoggettate a imposta. Mentre nel secondo caso l’esonero vale (per ora) esclusivamente per la Banca centrale e gli organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali del Paese asiatico.
Con un ritocco all’articolo 3 del Dm 23 gennaio 2002 cadono poi le preclusioni alla deducibilità anche per le operazioni effettuate con le società del Costarica i cui proventi derivano da fonti estere o che svolgono attività ad alta tecnologia. Stesso discorso nei confronti delle controparti commerciali residenti nelle Mauritius. In quest’ultimo caso, i limiti alla deducibilità finora hanno operato per le cliniche e le società «certificate» attive in servizi all’esportazione, espansione industriale, gestione turistica, costruzioni industriali che sono soggette a corporate tax a basso prelievo, ai soggetti off-shore e alle international companies.
Un discorso a parte va fatto per la Svizzera. Nella prima versione del decreto di fine marzo compariva erroneamente nell’elenco dei Paesi black list, quasi a voler prevedere un orientamento ancora più repressivo da parte del fisco italiano in quanto non era presente nella lista attualmente in vigore del Dm del 2002. Ora, invece, scompare dalla lista dell’articolo 1 del nuovo decreto ma è destinata a rimanere la limitazione alla deducibilità per le operazioni con società non soggette alle imposte cantonali e municipali (punto 13 dell’articolo 3 del Dm 23 gennaio 2002).
Le modifiche in arrivo vanno lette anche nella prospettiva dell’intervento contenuto nello schema di Dlgs sull’internazionalizzazione, ora all’esame delle commissioni parlamentari e su cui domani è attesa l’audizione del viceministro all’Economia, Luigi Casero. In pratica, per le operazioni con i Paesi che resteranno nella black list per l’indeducibilità dei costi il sistema è destinato radicalmente a cambiare.
Le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni effettivamente eseguite con fornitori black list potranno essere dedotti nei limiti del valore normale. Per dedurre di più rispetto al valore normale, il contribuente italiano dovrà dimostrare l’effettivo interesse economico all’operazione con la controparte straniera.

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