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Le Bcc ritornano al tavolo

Federcasse e i sindacati accelerano sul contratto. Le relazioni sindacali tra le parti riprendono dalla disponibilità ad annullare gli effetti della disdetta unilaterale del contratto formalizzata dalle Bcc a fine novembre dello scorso anno. Una mossa che avrebbe lasciato senza contratto i dipendenti del settore, a partire da fine giugno. E che ha portato al blocco delle relazioni nel settore per diversi mesi, in una fase molto complessa, non ultimo perché c’è il ccnl da rinnovare che interessa 37mila bancari. E c’è una crisi economica ancora forte.
Con il verbale siglato l’altra notte le previsioni contrattuali dei lavoratori di categoria rimarranno valide oltre il 30 giugno, la data naturale di scadenza del loro contratto, a patto però che le parti trovino soluzioni condivise sull’aggiornamento della disciplina di categoria sulle agibilità sindacali e sugli assetti della contrattazione collettiva.
A questo punto riparte «il confronto sulle relazioni sindacali nel settore declinando le fasi e le tematiche del confronto a partire dai temi sospesi della precedente contrattazione», spiega Luca Bertinotti, segretario nazionale della Fabi. Per Federcasse «la contrattazione collettiva nazionale è fra i principali strumenti di governo dell’organizzazione del lavoro – sottolinea il presidente della delegazione negoziale, Augusto dell’Erba -. Ci attendiamo che essa continui ad assicurare il riconoscimento delle specificità territoriali del Credito Cooperativo in una prospettiva di coerenti relazioni industriali e di valorizzazione del sistema Bcc, sostenendone le esigenze di competitività e produttività».
Entrando nel merito l’accordo prevede la proroga degli effetti del recesso e di conseguenza «avvia la ricerca congiunta di soluzioni condivise», continua Bertinotti, su quattro specifici punti che costituiranno la cornice di regole entro la quale si realizzerà il rinnovo di questo contratto. Il primo è l’aggiornamento della disciplina di categoria sulle agibilità sindacali su cui nei mesi scorsi c’è stata una certa frizione tra le parti. Il secondo è l’aggiornamento sulla disciplina degli assetti contrattuali. Il terzo è la definizione dello statuto e del regolamento, oltre all’istituzione dell’osservatorio, dell’ente bilaterale di categoria, il Fondo di solidarietà. Infine l’ultimo punto prevede la definizione del testo coordinato del ccnl del 21 dicembre 2012.
A questo punto si apre «un duplice scenario – spiega Alessandro Spaggiari, segretario nazionale Fiba Cisl –: da un lato ci sarà infatti la possibilità di completare la strumentazione immaginata nel precedente ccnl per fronteggiare gli effetti delle criticità strutturali del credito coperativo, dall’altro lato, invece, sarà possibile focalizzare una parte del negoziato sulle debolezze e sui limiti del sistema cooperativo». Raggiunto questo accordo, in prospettiva, se per Federcasse la priorità è arrivare rapidamente al rinnovo, per i sindacati «è definire in tempi brevi una piattaforma contrattuale – dice Bertinotti –, da sottoporre ai quadri sindacali e ai lavoratori, che preveda soluzioni innovative per affrontare la crisi di settore, mantenendo le specificità del movimento cooperativo, rafforzando gli ammortizzatori sociali di categoria, coniugando redditività e buona occupazione».

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