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Le Bcc limano le agibilità del 10%

I 37mila bancari delle Bcc possono cominciare a pensare che in settembre il negoziato per il rinnovo del loro contratto, – scaduto il 30 giugno, disdettato ma con proroga della disdetta fino al 30 novembre, subordinata all’accordo tra le parti di aprile – potrà entrare nel vivo. Ieri i sindacati hanno consegnato a Federcasse la piattaforma, ma soprattutto hanno siglato l’accordo sulle agibilità sindacali, quello che ha diviso di più le parti negli ultimi mesi. Manca la firma della Uilca che si è riservata di approfondire il testo. «È un buon accordo – osserva il responsabile delle relazioni sindacali di Federcasse, Marco Vernieri – al di là degli aspetti quantitativi: le agibilità sindacali erano un elemento che anche simbolicamente aveva rallentato il confronto con i sindacati. Definire e condividere le regole aiuterà la fase di contrattazione complessiva». L’accordo precedente risaliva al 2006 e «necessitava di una revisione profonda – spiega Vernieri –. La riduzione che abbiamo concordato col sindacato è circa del 10%, oltre ad aver posto un limite ai beneficiari dei permessi. Dobbiamo riconoscere la lungimiranza del sindacato che ha accettato un ridimensionamento delle libertà sindacali, ma nell’intesa c’è molto di più». Innanzitutto «un miglioramento in senso qualitativo perché ci permette di definire le regole di costituzione delle rappresentanze sindacali – dice Vernieri –, tenendo conto delle specificità del nostro sistema, e c’è anche una semplificazione complessiva rispetto all’accordo precedente che era molto articolato e lasciava spazio a interpretazioni non sempre uniformi. E poi la normativa è stata resa più chiara ed efficace».
Nel merito le parti hanno stabilito una razionalizzazione del 10% dei permessi sindacali, contro l’iniziale 25% chiesto da Federcasse. L’accordo sarà valido fino al 31 dicembre 2016, e si intenderà prorogato per un ulteriore biennio salvo disdetta anticipata. È stato inoltre fissato un parametro di assegnazione dei permessi che rispecchia la rappresentatività di ogni organizzazione, tenendo come riferimento gli iscritti. Sopra la soglia del 5% di rappresentatività, ogni sindacato ha diritto a 5 ore di permesso per ogni tesserato, mentre si è concordato che i fruitori di permessi sindacali siano in proporzione il 3% del totale degli iscritti delle loro rispettive organizzazioni. Un criterio che consente ai sindacati più rappresentativi di avere maggiori agibilità, proporzionalmente ai lavoratori rappresentati.
Secondo l’accordo, i titolari dei permessi potranno essere individuati su base aziendale, territoriale e nazionale, i distacchi nazionali saranno invece calcolati per soglie crescenti di rappresentanza e le Rsa (rappresentanze sindacali aziendali) saranno individuate in termini di ambito regionale, ferme restando le previsioni dello Statuto dei lavoratori. Molto soddisfatti i sindacati. «Con questo accordo abbiamo reso coerente e attuale la normativa di settore sulle agibilità evitando però penalizzazioni inaccettabili per le organizzazioni sindacali, che avrebbero compromesso il legittimo svolgimento del loro ruolo – dice Luca Bertinotti, segretario nazionale della Fabi –. È stata rispettata la rappresentatività dei sindacati, mettendoli in condizione di esercitare la loro attività a tutela dei lavoratori, con autorevolezza e dignità». Alessandro Spaggiari, segretario nazionale della Fiba, aggiunge che «nell’accordo ci siamo assunti la responsabilità di ridurre in modo apprezzabile le libertà sindacali respingendo, tuttavia, l’intenzione di azzoppare definitivamente il sindacato. Ci attendiamo adesso eguale responsabilità da parte di tutti, a partire dai vertici e in proporzione alle possibilità. Ci attendiamo anche una discussione vera sui reali problemi del credito cooperativo nel corso del rinnovo del ccnl la cui piattaforma abbiamo presentato oggi». Per Michele Cervone, coordinatore Fisac delle Bcc, «il tema delle agibilità sindacali andava sgombrato quanto prima dal tavolo perché la commistione di questo tema e del ccnl era un rischio per il rinnovo. Con l’accordo è stato risolto il problema delle regole che sono fondamentali». Martedì nuovo incontro per arrivare a un accordo sugli assetti contrattuali e sul Fondo per la nuova occupazione, per poter poi proseguire all’inizio di settembre con il rinnovo del contratto.

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