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«Le banche tengano alta la guardia»

Nella grande incertezza che pesa sull’andamento dell’economia e gli sviluppi della crisi sanitaria le banche italiane non devono abbassare la guardia e «proseguire nella riduzione dei crediti deteriorati anche utilizzando la via della ristrutturazione delle esposizioni delle imprese classificate come inadempienze probabili, con l’obiettivo di accrescere la probabilità di un ritorno in bonis». È il messaggio-chiave che il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha lanciato ieri davanti al Comitato esecutivo Abi, riunito in parte in presenza a e in parte collegato in videoconferenza.

Nel suo intervento dedicato alle prospettive dell’industria bancaria nel nuovo contesto della pandemia, e nelle successive risposte alle domande fatte dalla platea dei banchieri che chiedevano un cambio delle norme Ue e Bce sulla trattazione dei crediti deteriorati vista la crisi Covid-19, Visco ha invitato gli istituti a utilizzare le flessibilità possibili. «Tutte le banche – ha affermato – devono dotarsi di strumenti idonei a identificare per tempo l’aumento della vulnerabilità dei debitori, in particolare quelli che hanno aderito alle moratorie». Ai regolatori europei si può chiedere una attenzione in più – è stato il suo ragionamento – ma bisogna anche tenere conto che le nuove contabilizzazioni sui flussi degli Npl e il cosiddetto “calendar provisioning” che da gennaio imporrà accantonamenti bancari più rapidi a copertura totale sia dei Npl non garantiti (tre anni) che di quelli garantiti (da sette a nove anni) sono frutto di negoziati intensi che oggi non è facile rimettere in discussione.

Nonostante la crisi le banche, nei primi otto mesi dell’anno, sono riuscite a cedere un ammontare di crediti deteriorati appena inferiore alle attese e a fine anno gli obiettivi dovrebbero essere centrati. A giugno i crediti deteriorati, al netto delle rettifiche, erano scesi al 3,1% del complesso dei finanziamenti, mentre il rapporto tra nuovi prestiti deteriorati e prestiti in bonis è rimasto stabile al 1,3%. È la prova che gli istituti negli ultimi anni hanno accumulato nuove esperienze nella gestione degli Npl: dalla raccolta di dati granulari e standardizzati sulle sofferenze alla creazione di unità organizzative appositamente dedicate al recupero, dalla predisposizione di piani di riduzione all’avvio di un mercato per la cessione di questi attivi. Ora, ha detto Visco, «va affrontata la sfida di continuare in questa direzione, assicurando il pieno supporto all’economia e mantenendo al contempo adeguati livelli patrimoniali».

Ma lo sforzo degli istituti, da solo, non basta. «È importante che alle azioni degli intermediari – ha sottolineato Visco – si accompagnino interventi volti a portare in tempi rapidi l’efficienza della giustizia civile su livelli in linea con quelli delle altre economie avanzate». Una più rapida riduzione delle carenze di organico e un deciso aumento di investimenti in tecnologia nell’amministrazione giudiziaria possono dare un importante contributo. E riducendo i tempi della giustizia civile «diminuirebbe notevolmente anche l’impatto sulle banche italiane delle disposizioni relative alla svalutazione dei crediti deteriorati previste dalle norme europee e dalle aspettative, pur flessibili, della Vigilanza».

Il governatore ha poi invitato le banche a dotarsi di un miglior governo societario («le nuove regole fit-&-proper stanno per entrare in vigore» ha annunciato), presupposto indispensabile, al di là delle dimensioni degli istituti, per affrontare le sfide dei prossimi anni. E ha usato toni scettici sull’idea in circolazione di un polo bancario pubblico a supporto dell’economia reale, le Pmi e il Sud: «Si può discutere del nesso tra la natura della proprietà e i risultati che si possono ottenere nella conduzione dell’attività di impresa – ha detto – ma l’esperienza delle gestioni bancarie pubbliche si è non di rado caratterizzata per gravi inefficienze nei processi di allocazione delle risorse».

Più che una banca pubblica serve una Pubblica amministrazione efficiente – ha poi aggiunto – mentre sul fronte degli interventi straordinari di politica economica avviati per fronteggiare la crisi, Visco ha infine indicato nel programma Next generation Eu l’occasione da non perdere. «I benefici che l’Italia potrà trarne – ha affermato – dipenderanno dalla capacità di proporre interventi mirati e coerenti con gli obiettivi e i requisiti del programma e di attuarli in tempi rapidi e senza sprechi. Si potranno così anche porre le condizioni per conseguire un progressivo e continuo riequilibrio dei conti pubblici, evitando che il maggiore indebitamento finisca per aggravare i problemi del Paese, anziché alleviarli».

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