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«Le banche si rafforzino tagliando i dividendi»

di Alessandro Merli

Le autorità di vigilanza europee chiedono alle banche di limitare i dividendi per raggiungere l'obiettivo del capitale core tier 1 al 9% entro la metà del 2012 e aprono uno spiraglio a una revisione di questo livello, molto contestato dal settore, solo una volta che tutte le misure promesse a livello europeo siano messe in atto e le condizioni del sistema migliorino. Per ora, i criteri dettati dalla European banking authority, devono essere applicati strettamente. Intanto la crisi finanziaria sta avendo ripercussioni sull'economia reale.
La situazione del sistema finanziario in Europa è da "allarme rosso", ha detto ieri il governatore della Banca d'Inghilterra, Mervyn King, dopo una riunione a Francoforte dello European systemic risk board, che raccoglie le autorità di supervisione bancaria e dei mercati e di cui è vicepresidente. King ha osservato che le condizioni sono peggiorate rispetto all'ultimo meeting di tre mesi fa, quando già l'Esrb aveva decretato che la stabilità del sistema era minacciata. Si sono intensificati i legami negativi fra il debito sovrano e l'incertezza sulla solidità del sistema finanziario e si è assistito a un deterioramento delle prospettive di crescita. I mercati dei titoli di Stato sono bloccati, il clima è di avversione estrema al rischio, gli investitori non si fidano a continuare a finanziare le banche, la dipendenza dalle banche centrali è aumentata.
Un segnale si è avuto con l'operazione di rifinanziamento a tre anni condotta dalla Banca centrale europea, alle quale si sono presentate oltre 500 banche che hanno richiesto 489 miliardi di euro, al di là di ogni aspettativa. King osserva che «lo stress delle condizioni finanziarie si sta trasmettendo all'economia reale». Gli interventi delle banche centrali per alleggerire le pressioni sulla raccolta delle banche possono avere un effetto nel breve termine, osserva la nota diffusa dall'Esrb al termine della riunione, ma nel lungo periodo bisogna rivitalizzare i mercati dei capitali privati.
Una delle strade, secondo il foro delle autorità europee, è la riapertura del mercato delle cartolarizzazioni, «in modo trasparente e prudente», per evitare la ripetizione di quanto è avvenuto prima della crisi finanziaria globale, di cui la degenerazione delle securitisation viene condierato una delle cause.
Le autorità di vigilanza non fanno concessioni per il momento sull'aumento del capitale delle banche in forma temporanea fino al 9% (quantificato dalla stessa Eba in 114 miliardi di euro), con l'applicazione di valutazioni di mercato al portafoglio di titoli del debito pubblico. La robustezza del settore finanziario va aumentata, secondo l'Esrb e l'applicazione stretta dei criteri dell'Eba «per evitare un processo di deleveraging disordinato o eccessivo può sostenere la fornitura di credito all'economia reale». Al 9% bisogna arrivare con l'aumento del capitale, non con la cessione di attivo o il blocco del credito, se necessario con limiti ai dividendi, ha osservato il presidente dell'Eba, Andrea Enria.
Le autorità di vigilanza aspettano la piena implementazione di tutte le decisioni prese a livello europeo, compresa la piena operatività del fondo salva-Stati Efsf, e una normalizzazione delle condizioni del sistema, prima di rivedere le proprie disposizioni.
Le richieste dell'Eba sono state oggetto di vivaci polemiche da parte delle asscoiazioni che rappresentano le banche in diversi Paesi, fra cui Germania e Italia, e ne è stata domandata una revisione immediata che le autorità non sono evidentemente intenzionate a concedere. Enria, nella conferenza stampa di ieri a Francoforte ha notato la sua delusione per il fatto che le decisioni prese a livello politico in Europa non abbiano ancora trovato piena attuazione. Il comunicato chiede una «rapida e coordinata implementazione» di queste decisioni.
Il presidente dell'Eba ha affermato anche che le disposizioni dell'autorità che egli guida non incidono sulla possibilità che le banche acquistino titoli di Stato dei Paesi dell'area euro in difficoltà, in quanto le valutazioni dell'Eba sono basate sullo stock di debito pubblico detenuto dalle banche alla fine del settembre scorso.
L'Esrb è presieduto da Mario Draghi, presidente della Bce. Nel consiglio è entrato ieri Ignazio Visco, che appunto ha sostituito Draghi come governatore della Banca d'Italia.

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