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Le banche si attivano per il Pos negli studi

L’obbligo di accettare il bancomat sopra i 30 euro, che scatterà a fine giugno per commercianti, artigiani, imprese e professionisti trova impreparate molte categorie (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Tra le cause ostative, oltre alla scarsa cultura digitale di alcuni settori della popolazione, gli eccessivi costi di installazione e gestione del Pos. Lo stesso Cnel, nel seminario sui pagamenti elettronici del 17 ottobre 2013 rileva come «le normative interne sembrano “grida manzoniane” che impongono obblighi senza valutazione di impatto».
In Italia le carte bancomat sono 44 milioni e 200mila (dati Bankitalia) e i Pos sono un milione e mezzo quelli gestiti dal sistema bancario e 53mila di BancoPoste. Un numero in linea con gli altri Paesi, è l’uso che da noi è più “contenuto”. I costi variano da istituto e da zone territoriali, ma soprattutto per artigiani e commercianti con bassi margini di guadagno pesano o peserebbero troppo (da qui la richiesta delle associazioni di categoria di alzare il tetto almeno a 50 euro).
Ci sono banche che hanno da tempo studiato prodotti ad hoc, un caso è quello di Banca Sella che ha il vantaggio di non richiedere l’apertura obbligatoria del conto corrente. Ubi Banca propone il Mobile Pos è uno strumento tecnologico che consente di ricevere pagamenti tramite carte, in mobilità e a costi contenuti. Funziona in abbinamento a uno smartphone o a un tablet (di proprietà dell’esercente) e si collega tramite bluetooth; non prevede canone per i primi sei mesi e se il cliente raggiunge un certo limite di transazioni mensili il canone rimane zero.
IntesaSanpaolo propone Move and Pay Business che non ha costi di attivazione e supporta tutte le carte in circolazione. Anche in questo caso il collegamento è con smartphone e tablet; il canone mensile è di 2 euro e comprende assistenza, manutenzione e sostituzione del dispositivo. Su ogni operazione viene applicata una commissione in linea con quelle di un Pos tradizionale, ad esempio per i professionisti (notai, avvocati, commercialisti, eccetera) sono tra lo 0,60% e lo 0,70% per il bancomat. Da ultima Unicredit tra breve arricchirà la sua offerta introducendo il light-Pos, uno strumento che consentirà di accettare pagamenti con carta attraverso dispositivi mobili.
A macchia di leopardo sono stati fatti accordi tra categorie, Ordini locali e istituti bancari sul territorio. Un accordo esteso a livello nazionale è quello appena siglato da Andi, l’Associazione nazionale dentisti italiani, che conta circa 23mila iscritti, con la banca telematica FarBanca. «È un istituto specializzato in servizi per il settore della sanità – racconta Gerardo Ghetti, tesoriere Andi e presidente di Andi servizi – e ha studiato per noi un’offerta veramente competitiva: nessun costo di istallazione e in alternativa nessun costo fisso di gestione e una commissione dello 0,40% sulla carta di debito, oppure la commissione scende allo 0,30% con un costo fisso di 20 centesimi a operazione». In aggiunta viene concessa una linea di credito con tassi di interesse del 4% e una linea privilegiata di credito, di un importo pari all’80% di quanto movimentato trimestralmente con il Pos, a un tasso d’interesse del 2 per cento.

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