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«Le banche non lascino sole le imprese»

 

CALTANISSETTA. Non solo un occhio ai rating ma maggiore attenzione alle imprese che sono state lasciate sole.

Anche da Caltanissetta, dove ieri la Camera di commercio ha organizzato il convegno su criminalità, corruzione ed evasione fiscale, gli industriali hanno lanciato un forte appello alle banche. A farlo è stato Antonello Montante, delegato di Confindustria alla legalità. Il contesto era quello giusto visto che la provincia di Caltanissetta è stata appena riconosciuta zona franca per la legalità e dopo il provvedimento della Regione siciliana che l'ha istituita e lo stanziamento di 50 milioni, si attende il regolamento che dovrà definire i criteri con i quali selezionare le imprese che vorranno insediarsi. «Le banche – ha detto Montante – devono fare molto di più e devono rendersi conto in certi momenti le mafie riescono a fornire o alle imprese ciò che né loro né lo Stato riescono a dare, cioè risorse e sicurezza».

Montante ha aggiunto, proseguendo nell'analisi delle distorsioni di mercato, che corruzione e criminalità si ritrovano spesso a braccetto in società di intermediazione finanziaria che riciclano centinaia di milioni.

Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, ha posto l'accento sulla necessità che ci sia una minoranza illuminata, nella classe dirigente, nell'imprenditoria e nella politica, capace di misurarsi con un corretto rapporto tra Stato e mercato. «Noi dobbiamo lavorare – ha sottolineato Lo Bello – per ottenere una migliore regolazione dell'amministrazione pubblica e delle regole».

Tra i mali endemici, la corruzione e l'analisi di Roberto Scarpinato, Procuratore generale della Repubblica di Caltanissetta, è stata impietosa. «La corruzione è stata pianificata – ha detto – e i protagonisti del nostro mercato sono i network di potere di cui fanno parte amministratori, politici e imprenditori deviati. Una democrazia della corruzione, così possiamo definire l'Italia, non può essere governata solo con lo strumento penale».

Scarpinato ha invitato Confindustria a fare della lotta alla corruzione la nuova battaglia di legalità, dopo quella contro le mafie e, sollecitati, Lo Bello quanto Montante hanno raccolto la sfida.

 

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