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Le banche italiane rimbalzano (per poco)

Il rimbalzo in Borsa delle banche italiane (e in generale di quelle europee) sulla prospettiva che il salvataggio lampo di Banco Popular possa alleggerire la pressione sull’intero sistema finanziario dura lo spazio di qualche ora. Giusto il tempo di vedere gli investitori adottare un atteggiamento più cauto, complici le vicende del credito, ma anche gli altri temi che di questi tempi orientano il mercato: la ritirata del petrolio (che zavorra i titoli del comparto energetico) e naturalmente l’attesa per i due eventi chiave di oggi, la riunione della Bce e le elezioni britanniche.
Alla fine Piazza Affari ha chiuso non lontano dalla parità (-0,1% per il Ftse Mib) al termine di una giornata appunto altalenante, al pari di Parigi (-0,07%), Madrid (-0,07%) e Francoforte (-0,14%) e la sola Londra ha terminato un gradino più in basso (-0,62%). Sotto l’aspetto settoriale c’è da segnalare appunto la debolezza del comparto energy (-0,7% a livello continentale sul calo del 4% registrato dal greggio) e un tentativo di recupero dei bancari (+0,7%) che nasconde però un panorama variegato fra gli istituti.
Partendo dai diretti protagonisti della vicenda, sospeso dalle contrattazioni Banco Popular, Banco Santander ha finito per cedere lo 0,88% dopo essere però scivolato fino a -3,4% nella mattinata, con gli analisti divisi. A Roger Francis di Mizuho, che definisce «eccellente» l’operazione nel medio termine «anche se potrebbe pesare sugli utili del gruppo nei prossimi due anni», risponde Carlos Garcia di Kepler Chevreux, che ha declassato a hold da buy il titolo Santander, sollevando dubbi non solo sui rischi legati all’esposizione sul settore immobiliare di Banco Popular, ma anche sulla stessa efficacia dell’integrazione fra i gruppi.
Sembrano esserci invece meno incertezze sul fatto che, come sottolinea Stephen Brown di Capital Economics, la cessione «non è il segnale di ulteriori guai per le banche spagnole, ma anzi potrebbe innescare un ulteriore consolidamento del sistema». A riprova di tutto ciò, alcuni titoli come Bankia (+4,95%) e lo stesso Banco Bilbao (+2%) hanno conservato il rialzo iniziale fino al termine della giornata.
Non altrettanto si può dire per le banche italiane, sulle quali tutta questa spinta si è in fondo vista fino a un certo punto. Se UniCredit ha conservato parte dei guadagni di inizio seduta chiudendo a +0,98%, Intesa Sanpaolo ha invece ripiegato a -0,47%. Il fatto che gli altri protagonisti del settore abbiano terminato in ordine sparso (+0,19% Bper, -0,12% Ubi e -0,88% Banco Bpm) conferma, casomai ce ne fosse bisogno, che la questione italiana si gioca su un piano differente.

Maximilian Cellino

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