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Per le banche italiane ci vorranno 25 anni per rientrare nella media dell’Unione europea

È stato recentemente diffuso il rapporto dell’Autorità bancaria europea (Eba) sulla situazione delle banche nell’Unione europea (a 28) aggiornato al 30 settembre 2016. L’occasione è ghiotta per poter fare un po’ di chiarezza sulla situazione del sistema bancario in Italia perché i dati diffusi consentono di smentire in maniera documentale alcune dichiarazioni ufficiali che circolano sul punto.

Il dato più preoccupante è l’ammontare dei crediti deteriorati (npl), che appesantiscono i bilanci delle banche, limitandone così la possibilità di erogare credito. Nella media europea gli npl ammontano al 5,4% del totale dei crediti, in Italia ammontano al 16,4%; praticamente il triplo. Da questo dato oggettivo, incontrovertibile, prendiamo spunto per dire con chiarezza alcune semplici cose.

La prima: non è vero che il sistema bancario italiano è più sano di quello degli altri paesi Ue; è vero, invece, esattamente il contrario.

Secondo: non è vero che l’accumulazione di crediti deteriorati nei bilanci delle nostre banche (nel suo ammontare attuale) è dovuto alla lunga crisi che ha colpito i 28 paesi dell’Unione europea: tutti stanno meglio di noi tranne Grecia, Cipro e Portogallo, che non sembra una grande compagnia. Dunque, bisogna dire con chiarezza che alcune Banche non sono state capaci di erogare buon credito.

Terzo: la risposta del sistema al problema dello smaltimento degli Npl è stata praticamente nulla; si è ridotta sostanzialmente al Fondo Atlante per il quale non era difficile pronosticare un rapido fallimento totale: ha bruciato, in meno di anno, oltre 3 miliardi nelle dissestate Banche venete, senza concludere una sola operazione sugli Npl; meglio chiamarlo Fondo Atlant(id)e.

Infine, il trend con cui riduciamo il fardello degli npl. In circa un anno si sono ridotti dello 0,4% passando dal 16,8 al 16,4%; continuando di questo passo occorreranno 25 anni per rientrare nella media Eu. Un lasso di tempo insostenibile per un tessuto produttivo come il nostro, fatto le nostre piccole e medie imprese, poco capitalizzate e particolarmente bisognose e meritevoli di credito bancario.

Marcello Gualtieri

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