Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Le banche hanno già accantonato la liquidità per Bce»

«Le banche operanti in Italia sono attente e si stanno preparando alle scadenze per la restituzione della liquidità. Stiamo passando da una fase di forte immissione di liquidità a una fase di cambiamento». Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, coglie l’occasione della conferenza stampa sul pacchetto bancario europeo organizzata a Milano con il presidente della commissione Econ del Parlamento Ue, Roberto Gualtieri, per anticipare le prossime mosse degli istituti di credito italiani sui titoli di Stato. Preannuncia operazioni di vendita sui titoli a breve scadenza, che sono stati acquistati negli ultimi mesi con un obiettivo ben preciso. «Le banche hanno messo da parte in anticipo la liquidità che dovranno restituire (alla Bce nell’ambito dei piani di Tltro, ndr), l’hanno parcheggiata per poterla avere disponibile – ha detto-. E siccome tenerla presso la Ue (Bce, ndr) non è un parcheggio, perchè costa lo 0,4%, capisco perchè molti istituti hanno comprato titoli di Stato con una durata breve che cade a ridosso delle scadenze per restituire la liquidità». Forse dietro le parole del banchiere si cela anche un messaggio al governo: vendite sui titoli di Stato per liberare liquidità e meno acquisiti da parte delle banche avranno un impatto sullo spread.
La questione del rischio legato ai titoli di debito sovrano detenuti dalle banche dei paesi ritenuti più “vulnerabili” continua a tenere banco in Europea. Lo ha ribadito ieri anche Gualtieri, che ha rivelato nuovi tentativi per introdurre la ponderazione dei titoli di Stato nei bilanci bancari: e cioè l’obbligo di accantonamenti patrimoniali su titoli che sino ad oggi sono considerati risk free. Il costo ulteriore per le banche italiane non sarebbe indifferente. Una proposta simile era stata valutata e poi accantonata dal Comitato di Basilea nel dicembre 2017. Gualtieri ha rivelato che un nuovo affondo è stato tentato nei mesi scorsi dall’Eba, l’Autorità bancaria europea, che aveva presentato un documento con una proposta di ponderazione nell’ambito della revisione della direttiva Crr. Anche questo tentativo è stato sventato. «Fino a quando ci sarò io non passerà nessuna variazione del rischio dei titoli sovrani -ha affermato Gualtieri -. Ho preso un preciso impegno su questo». Un altro tentativo surrettizio di far pagare alle banche italiane il rischio paese è stato fatto in altre bozze normative, come quella sui covered bond. Questi bond, meno rischiosi rispetto ad altre classi di emissioni e non assoggettabili al bail in possono consentire una alternativa meno costosa rispetto ai non preferred bond (assoggettabili al bail in) per fare raccolta. La normativa proposta, però, avrebbe incluso le banche italiane in una classe di rating che avrebbe impedito loro di essere controparte nei contratti di interest rate swap tipici dei covered, tagliandole fuori da un mercato importante e redditizio.
Ieri Patuelli ha ricordato come il pacchetto di norme bancarie in fase di approvazione a Bruxelles costituisca una «compensazione parziale rispetto al gravame dello spread a 300 punti base». Al banchiere non sfuggono, poi, i cambiamenti di strategia in atto presso la Cdp, che ha presentato un business plan che aumenta l’intervento nell’economia, con una presenza più pervasiva nel sostegno alle imprese. «Non commento i programmi, ma gli atti. Per le società non commento le scelte annunciate, ma aspetto che queste siano poste in essere» ha chiosato lapidario.

Laura Serafini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Dopo settimane di ostinati dinieghi, come succede in casi simili, il Crédit Agricole deve fare i co...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo prova a mettere ordine nella giungla dei commissari straordinari delle crisi aziendali. A...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Borsa dei Bitcoin si è quotata in Borsa, e vale 100 miliardi di dollari. Ieri è stato il giorno...

Oggi sulla stampa