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Le banche festeggiano, corrono le Borse

Giornata da protagonista sui listini europei per il settore bancario che ieri ha fatto da traino per i mercati finanziari. E così le Borse volano, con Wall Street che segna ancora una volta un primato, raggiungendo una capitalizzazione record di 15.000 miliardi di dollari.
Il rally è partito nella seconda parte della seduta innescato dalla decisione della Bce di ampliare i requisiti dei cosiddetti “collaterali” cioè i titoli finanziari che l’Eurotower accetta come garanzia a fronte di prestiti alle banche. Una notizia particolarmente positiva soprattutto per gli istituti di credito dei Paesi periferici, come Italia e Spagna, che in questi anni hanno più dovuto ricorrere all’Eurotower per rifinanziarsi. Ieri sono le banche italiane, insieme a quelle portoghesi, a reagire positivamente (l’indice settoriale a Piazza Affari ha guadagnato il 4,35%). Dato il peso storicamente preponderante dei titoli del credito sulla capitalizzazione della Borsa di Milano si capisce come mai il listino milanese abbia registrato la performance migliore in Europa con un rialzo del 2,28 per cento. Decisamente meglio della media (l’indice Stoxx 600 ha chiuso a +0,87%).
Bisogna peraltro segnalare come la spinta della Bce sia arrivata in una giornata già particolarmente brillante per il settore bancario galvanizzato dai conti
Morgan Stanley, seconda banca per capitalizzazione a Wall Street, che nel secondo trimestre dell’anno ha registrato un incremento del 42% degli utili (vedi articolo a pag. 24). Indicazioni positive sono anche su quello dei dati macroeconomici americani grazie al dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, scese oltre le attese a quota 334 mila unità la scorsa settimana. L’indice dell’attività manifatturiera della Fed di Filadelfia poi è salito a 19,8 punti a luglio, ai massimi da marzo del 2011.
Tutti questi fattori spiegano come mai si sia chiusa in deciso rialzo una giornata che non si era aperta con i migliori auspici dopo il nuovo allarme lanciato del Fmi sullo stato di salute dell’economia cinese che ha frenato la Borsa di Shanghai (-1,1%). Le parole pronunciate da Bernanke nell’audizione al Congresso di mercoledì non hanno scaldato più di tanto i listini in avvio di seduta. In parte perchè già scontate mercoledì grazie alle anticipazioni uscite, in parte perché il governatore della Banca centrale americana ha sostanzialmente ribadito che gaantirà adeguati stimoli monetari qualora l’economia dovesse dare dei segnali di debolezza. Davanti al Senato Bernanke ha detto che «non è scontata la riduzione del Quantitative easing entro quest’anno».
Dopo l’avvio debole in ogni caso le Borse europee hanno cambiato marcia. Non solo grazie alle banche ma anche per i rialzi sul settore media: grazie anche ai dati molto positivi della francese Publicis l’indice Stoxx Media ha guadagnato l’1,78%. Anche sul fronte obbligazionario la giornata è stata a due velocità. In mattinata lo spread Bund-BTp aveva infatti toccato quota 300 sull’emotività legata all’asta del Tesoro spagnolo in programma. L’esame è stato comunque passato senza problemi dato che Madrid ha collocato 3,06 miliardi di euro di titoli a tre, cinque e 10 anni. Oltre l’obiettivo massimo di 3 miliardi fissato alla vigilia. I rendimenti poi sono scesi. Sul triennale si è passati dal 2,875% dell’asta del 4 luglio scorso al 2,768%, su quella a cinque il tasso è sceso dal 3,791 al 4,723 per cento. Sulla più critica scadenza decennale infine si è passati dal 4,765% dello scorso 20 giugno all’attuale 4,723 per cento. Numeri positivi che, insieme al clima positivo della giornata, hanno contribuito al deciso calo dello spread tra il BTp e il Bund decennale che ha chiuso a 289 punti a fine seduta.

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