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Le banche andavano risanate prima

In questi giorni di polemiche esagerate è forse utile ricordare brevemente l’origine dei problemi delle nostre banche. Dopo la crisi del 2008 tutto il sistema bancario occidentale entrò in crisi e, dagli Stati Uniti all’Europa, fu necessario immettere cifre colossali per ricapitalizzare le banche, riconoscere le perdite e ridurre le sofferenze.

Come reazione al fatto che i governi europei spesero 671 miliardi di aiuti e acquisti di azioni e 1.288 miliardi di garanzie, si decise di prendere misure per evitare altri futuri «ricatti» del sistema bancario ai contribuenti (si rafforzarono tante misure prudenziali e si introdusse il «bail-in»).
L’Italia fu l’unico paese a non intervenire. Questo fu dovuto al fatto che la crisi del sistema bancario italiano inizialmente era meno grave (non è stata dovuta ai «derivati», ma all’accumularsi di «sofferenze»), ma soprattutto al fatto che i legami tra politica e banche (che in Italia sono molto forti) impedirono gli interventi.

Obbligare le banche a ricapitalizzarsi avrebbe significato diluire il controllo della «politica» (cosa che poi è comunque successa); le sofferenze erano tante volte state dovute a spinte politiche e i manager «incapaci» erano spesso di nomina politica. Questo ha anche rallentato l’azione di sorveglianza della Consob e della Banca d’Italia. Le responsabilità della Consob sono in prima linea nella vendita di obbligazioni subordinate ai piccoli risparmiatori. In questo periodo il più grosso dissesto bancario italiano è stato quello del Mps che è tutto targato Pd.

I governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi si sono tutti rifiutati quasi completamente di intervenire e hanno lasciato che il problema si ingigantisse.Oltre a tutto nel 2013 (con l’accordo dell’Italia) è stata chiusa la finestra per la concessione più facile di aiuti di stato alle banche che era stata aperta nel 2009 e nel 2014 è stato introdotto il «bail in» che rende le operazioni di salvataggio bancario più dure per chi ha investito nelle banche (cosa sacrosanta). I primi interventi decisivi sulle nostre banche sono stati presi dal governo Gentiloni con il decreto da 20 miliardi e le operazioni su Mps, banche venete e altri casi più piccoli.

Dire che la crisi bancaria sia la responsabilità della Banca d’Italia è una falsità. La crisi bancaria italiana è dovuta soprattutto a:

a) i legami malsani tra banche e politica che hanno influenzato ogni decisione per decenni;

b) le due recessioni del 2008/2009 e 2012/2013;

c) il rinvio continuo dei necessari interventi sulle banche operato da tutti i governi in carica tra il 2009 ed il 2016 compreso.

Fabio Colasanti – Uomini & business

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